La notizia è stata diffusa dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, anche se deve essere ancora confermata, ma il colosso bavarese dell’automobile, BMW, rischia di dover richiamare ben 324.000 delle proprie vetture con motorizzazione a gasolio. Il richiamo dovrebbe valere per molte delle vetture che sono diffuse anche nel Vecchio Continente, anche se l’allarme è nato in seguito ad una vicenda nata però in Corea del Sud. Infatti nel Paese asiatico è stato scoperto un difetto legato al ricircolo dei gas di scarico, che potrebbe causare un incendio nel vano motore. Il problema sarebbe nato già nel 2016, ma solamente nel giugno di quest’anno si è passati all’azione.

In Corea del Sud la questione è scoppiata dopo che 27 vetture sarebbero state coinvolte in un incendio. La sede nazionale della Casa tedesca ha diramato scuse ufficiali e ha coinvolto i vertici in Germania, dando così vita a un primo richiamo di 106.000 veicoli. Nel frattempo le associazioni dei consumatori si sono mosse e hanno minacciato azioni legali. Il ministro dei Trasporti Kim Hyun-mee ha affermato che il paese indagherà sul caso in modo “completo e trasparente” e intraprenderà azioni legali se necessario. Sono già 13 i clienti coreani proprietari di veicoli BMW diesel, la maggior parte di BMW 520d, che hanno presentato un’azione legale contro Bmw Korea e Deutsche Motors richiedendo un risarcimento di almeno 5 milioni di won ciascuno. Tempestivamente sono arrivate anche le scuse da parte di BMW: “Per la recente serie di episodi di incendio avvenuti nel paese, ci scusiamo sinceramente per aver causato preoccupazione e ansia tra le persone e le autorità governative” ha dichiarato il numero uno della Casa tedesca in Corea, Kim Hyo-joon durante una conferenza stampa indetta per l’occasione. I tecnici della Casa bavarese hanno preso in questione la situazione e dopo le analisi avrebbero quindi deciso di estendere le modifiche tecniche anche alle auto vendute in Europa.