A Maldonado tocca confrontarsi con i giornalisti. La sua vittoria in Spagna è stata epica o meglio storica, visto che si tratta del ritorno della Williams sul primo gradino del podio dopo 8 anni di assenza ma è anche la priva volta di un venezuelano sulla vetta di un GP. 

Maldonado è un pilota sponsorizzato dalla più grande azienda petrolifera del suo paese e quindi da tutto il governo di Chavez, per questo fin dall’inizio ha mescolato sport e patriottismo. Ma se i risultati arrivano, non c’è niente di male.

In Spagna, Pastor è convinto di aver meritato la vittoria ma a distanza di una settimana fa un bilancio oculato della sua stagione.

Prima di tutto ringrazia quanti hanno impegnato forze e risorse mentali per mettere a punto la sua vettura nella factory del team, il luogo deputato alla sua celebrazione.

Poi parla della vittoria in Spagna e delle sue possibilità in questo mondiale che sembra assolutamente equilibrato. Di certo la squadra ha fatto molti progressi ma la Williams non è la vettura più veloce del campionato.

Forse tra le cause della sua vittoria si può aggiungere l’esperienza acquisita negli anni e la sua capacità d’imparare dagli errori, per esempio quello di Melbourne.

E a chi lo accusa di essere un pilota pagante, Maldonado risponde in pista, confermando di avere un talento che va al di là delle sponsorizzazioni.