Luca Cordero di Montezemolo, durante la cena di Natale della Ferrari, aveva detto: “Se Bernie Ecclestone è sotto processo, credo che sarà il primo a fare un passo indietro nell’interesse della Formula1. L’era del one-man show non può continuare. Ci stiamo lentamente avvicinando alla fine di un periodo segnato dallo stile di un uomo che ha fatto cose importanti”.

Il diretto interessato lo ha confermato nei giorni scorsi: se la magistratura tedesca dovesse condannarlo nel processo relativo a Gerhard Gribkowsky, già condannato a 8 anni e mezzo di reclusione, il boss del circus direbbe addio al suo giocattolino. Ecclestone deve rispondere dell’accusa di corruzione in quanto nel 2006 avrebbe pagato una tangente da 44 milioni al banchiere tedesco in merito alla vendita dei diritti commerciali della Formula 1 alla CVC, la holding che detiene la maggioranza dei diritti del Mondiale e rappresentata dallo stesso Ecclestone (foto by InfoPhoto).

Nonno Bernie ha ammesso di aver pagato ma solo dietro minaccia, ipotesi che escluderebbe la tangente: “Se in Germania dovessero condannarmi allora la CVC dovrà necessariamente sbarazzarsi di me, questo è abbastanza ovvio – ha confermato lo stesso Ecclestone -. Hanno detto che hanno assunto un cacciatore di teste per trovare qualcuno nel caso io non dovessi esserci o fossi vicino a morire. Ma sono cose che si dicono, cose normalissime fatte soltanto per tenere contenta la gente”.

La CVC, in realtà, si starebbe già muovendo per trovare un sostituto, visti anche gli 82 anni del patron della F1. Il Daily Mail nei giorni scorsi aveva fatto il nome di Richard Scudamore, amministratore delegato della Premier League che ha portato il campionato inglese a ricavare quasi 5 miliardi di sterline grazie alla vendita dei diritti tv.