Le barriere antirumore in autostrada sono una realtà. In Olanda debuttano le prime barriere antirumore fotovoltaiche capaci di produrre energia pulita. Dopo la pista ciclabile che produce energia grazie al passaggio dei ciclisti, i Paesi Bassi tornano al centro dell’attenzione grazie al lodevole progetto dell’Università della Tecnologia di Eindhoven pensato per realizzare barriere antirumore non solo come parte integrate nel paesaggio ma in grado di produrre energia elettrica – pulita – da riutilizzare poi in tutto il Paese.

Il funzionamento delle barriere antirumore non è complicato: alcuni concentratori solari luminescenti (LSC) incassano la luce che viene spedite alle celle fotovoltaiche posizionate ai lati delle barriere riuscendo a sfruttare la luce solare per la produzione di elettricità in luoghi che non sono adibiti a grandi funzioni se non quello di essere delle corsie per il traffico automobilistico. Le barriere antirumore sono capaci di produrre energia per più di 50 famiglie in un solo chilometro.

“Grazie ai loro molti colori, gli LSC sono visivamente molto attraenti, il che li rende ideali per l’utilizzo in molte situazioni diverse” ha spiegato Michael Debije, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria Chimica dell’Università di Eindhoven. Oltre a essere robuste, si parla di un costo di realizzazione piuttosto basso e il vantaggio non trascurabile di poter produrre energia anche quando il cielo è nuvoloso. Le barriere antirumore verranno testate in alcuni punti della città per un anno.

I pannelli LSC possono essere realizzati in diversi colori e il risultato è qualcosa di simile a una vetrata di grandi dimensioni. Poiché la luce può brillare attraverso, potrebbero essere utilizzate nelle aree urbane. Il test, lanciato il 18 giugno lungo l’autostrada A2 nei pressi di Den Bosch e verranno testate in altri punti dell’Olanda per un anno. I Paesi Bassi sono una delle principali nazioni impegnata nella ricerca di fonti di energia alternative.