«Il mio nome è Ayrton e faccio il pilota e corro veloce per la mia strada, anche se non è più la stessa strada, anche se non è più la stessa cosa». L’attacco struggente di «Ayrton», canzone scritta nel 1996 da Lucio Dalla, introduce al meglio il mito di Senna.

A 19 anni esatti dalla sua scomparsa, Cielo (DTT canale 26, Sky canale 126 e TivùSat canale 19) propone «Gli Immortali: Ayrton Senna», lo speciale dedicato al tre volte campione di Formula 1, in onda mercoledì 1 maggio alle ore 22.00. Attraverso il racconto delle persone che lo hanno accompagnato nel corso della sua vita personale e professionale, lo speciale ripercorre le gesta del pilota brasiliano.

Figlio di una famiglia benestante, animato da una forte fede religiosa, Senna si impone all’attenzione generale già nel 1984, anno d’esordio nel Circus della Formula 1, quando al volante della modesta Toleman conclude al secondo posto il Gran Premio di Monaco alle spalle di Alain Prost. Di lì è tutto un susseguirsi di successi, diretta conseguenza del suo inimitabile stile di guida che gli permette di spingere le monoposto al di là delle loro capacità progettuali, in condizioni di asciutto, ma soprattutto sul bagnato.

Alla guida della McLaren che Senna trova la sua massima affermazione, vincendo il campionato Mondiale nel 1988 (nell’ultimo GP di Suzuka rimonta dalla 14a alla 1a posizione), nel 1990 (concluso tra le polemiche, sempre a Suzuka, con l’incidente alla prima curva con Prost), e nel 1991 (dominato con sette vittorie). Poi il tragico epilogo, al suo primo anno in Williams, in un maledetto week-end a Imola. Senna ci lasciava cessando di esistere nella realtà per trasferirsi nel regno del mito.