Ayrton Senna chiuse la stagione 1993 vincendo le ultime due gare in calendario, a Suzuka e Adelaide. Alain Prost si era già aggiudicato matematicamente il proprio quarto titolo mondiale alla terz’ultima gara. Senna completò quindi la decima stagione in Formula 1 con un palmarès di 3 titoli mondiali, 41 gran premi vinti su 159 disputati fino a quel momento, 62 pole position e 19 giri più veloci in gara.

Libero da impegni contrattuali, decise di lasciare la McLaren, la cui vettura non era più in grado di farlo competere per il vertice. Ritiratosi Prost (che l’anno prima aveva imposto sul proprio contratto un veto all’ingaggio di Senna), il pilota brasiliano fu quindi in grado di firmare per la Williams. Ayrton tornava dunque sulla macchina migliore (foto by InfoPhoto).

Tuttavia il vantaggio non era più lo stesso disponibile al suo grande avversario francese. Dalla stagione 1994 infatti cambiarono le regole: vietati i dispositivi elettronici che fino ad allora avevano assistito il pilota; su tutti, le sospensioni attive. I serbatoi diventarono anche più piccoli, poiché tornarono i rifornimenti in gara, e le fiancate furono più alte. La Williams FW16 progettata da Adrian Newey soffrì più di altre vetture per queste modifiche, quindi perse molta della propria competitività. Di conseguenza la Williams si presentò alla prima gara stagionale ancora alle prese con parecchi problemi. E la Benetton-Ford di Michael Schumacher si presentava molto minacciosa.

Ma Senna era Senna. Lui faceva sempre la differenza, così riuscì a metterci una pezza almeno in prova. All’apertura in Brasile, il 27 marzo sulla pista di San Paolo, nelle qualifiche riuscì a tenere dietro Schumacher; conquistò la pole numero 63 rifilando tre decimi al tedesco. In gara partì bene e mantenne il comando fino alla sosta ai box, durante la quale la Benetton riuscì a mandare in pista Schumacher davanti all’avversario. Al 55° giro i due erano vicini; però Senna, inaspettatamente, andò in testacoda e fu costretto al ritiro. Il tedesco vinse la gara.

Il 17 aprile l’appuntamento fu in Giappone per il Gran Premio del Pacifico. Si correva sulla pista di Aida, un tracciato stradale sconosciuto alla Formula 1. Anche qui Senna fu il più veloce in qualifica e staccò Schumacher di due decimi. Ma la gara fu un disastro. In partenza il tedesco superò Senna il quale, sempre nei primi metri, venne urtato dalla McLaren di Mika Hakkinen e così fu nuovamente costretto a ritirarsi. Altra vittoria per Schumacher.

Ayrton Senna (come il resto del mondo) non poteva immaginare che sei mesi prima, in Australia, aveva già tagliato il traguardo di una gara per l’ultima volta nella propria vita. Infatti il 1° maggio 1994 ci fu Imola.