Lo sport è la versione moderna del combattimento. Di conseguenza la competizione pacifica ha bisogno, allo stesso modo di quella armata, di sfide e duelli. L’automobilismo non fa eccezione. La differenza tra uno spettacolo semplicemente interessante ed uno invece memorabile risiede proprio nell’esistenza di un confronto serrato tra due grandi personalità.

Ayrton Senna e Alain Prost sarebbero stati due grandi campioni anche l’uno senza l’altro, e probabilmente avrebbero vinto molto di più. Ma i lunghi anni di lotta diretta tra il francese calcolatore e il brasiliano istintivo hanno creato una vera e propria leggenda. Quale modo migliore, dunque, di ricordare i 20 anni trascorsi dalla morte di Senna se non ripercorrendo la lunga sfida col suo più grande rivale?

Il guanto di sfida fu lanciato subito, nel 1984. Senna esordiva in Formula 1 sulla non competitiva Toleman-Hart; Prost dopo tre anni in Renault approdava alla McLaren-Porsche, che si rivelò subito l’auto da battere. A Montecarlo, in una corsa rimasta nella storia, Senna rimontò sotto il diluvio ben 12 posizioni e stava per raggiungere Prost al vertice quando la corsa fu interrotta.

Dal 1985 al 1987 Senna, passato alla Lotus, guidò una vettura sempre inferiore alla McLaren del francese e alle Williams di Nelson Piquet e Nigel Mansell. Quindi i confronti importanti col francese furono sporadici. Il brasiliano tuttavia si mise sempre più in luce, riuscendo anche a vincere 6 gare in quelle tre stagioni.

Ecco il 1988. Senna raggiunse Prost sulla McLaren, vettura che da quell’anno montava il motore Honda. Ron Dennis poteva contare sull’auto migliore e i piloti migliori. Il dominio McLaren fu assoluto: 15 vittorie su 16 gare. Il duello tra i due fu serrato. Ad un vittoria del primo, seguiva un successo dell’altro. Nella prima metà della stagione Prost aveva accumulato un certo margine, ma Senna rimontò vincendo quattro corse consecutive.

Ci fu la parentesi di Monza, in cui la Ferrari centrò una doppietta con Michele Alboreto davanti a Gerhard Berger, poche settimane dopo la morte di Enzo Ferrari. In quell’occasione Prost si ritirò per un guasto e Senna per una collisione col doppiato Schlesser. In Portogallo e in Spagna Prost tornò al comando grazie a due vittorie. All’Estoril cominciarono i veleni tra i due. Lungo il rettilineo del traguardo, mentre Prost superava all’interno, Senna lo strinse verso il muretto. Il francese lo accusò poi di scorrettezza.

Tuttavia Prost mantenne poco vantaggio; i regolamenti infatti comportavano lo scarto dei peggiori piazzamenti e questo avvantaggiava Senna. In Giappone si decise il titolo. Prost partì in pole, Senna fece spegnere il motore; ma il brasiliano rimontò dalla quattordicesima posizione, fino a superare il francese, alle prese con problemi al cambio. Senna vinse così il suo primo titolo mondiale.

Siamo al 1989. La McLaren è ancora la vettura migliore, ma tra i due piloti è guerra aperta. Nella seconda gara stagionale ad Imola, dopo una ripartenza dovuta ad un incidente del ferrarista Berger, Prost si trova davanti alla prima curva ma Senna lo supera subito dopo; questa era una violazione di un accordo interno della squadra, secondo cui non erano ammessi sorpassi nelle fasi iniziali.

Prost riesce a guadagnare un discreto vantaggio nel corso della stagione. Alla penultima gara, in Giappone, per conquistare il campionato Senna si trova obbligato a vincere quella corsa e la successiva. E la situazione a Suzuka esplode. Senna prende la pole, ma Prost parte meglio e lo supera, mantenendo un certo margine per gran parte della gara. Ma Senna recupera fino a portarsi a tiro del rivale. Siamo al 47° giro, ecco il fattaccio: chicane chiamata del triangolo, Senna esce di scia e tenta il sorpasso all’interno; ma Prost sceglie di anticipare la curva e chiude la traiettoria. I due si scontrano agganciandosi. Prost, che a quel punto è campione del mondo, esce dalla macchina. Ma Senna non si dà per vinto: si fa spingere dai commissari e riparte tagliando una chicane. Finisce poi per vincere, nonostante una sosta ai box per cambiare l’alettone. Ma viene squalificato per il taglio della chicane. Il ricorso viene respinto.

Prost vince dunque il mondiale. In inverno Senna accusa il presidente della Fia, il francese Jean-Marie Balestre, di aver voluto favorire Prost. E Balestre gli revoca la superlicenza per 6 mesi. Senna medita il ritiro, ma Ron Dennis ci mette una pezza diplomatica e la squalifica viene cancellata.

Nel 1990 la situazione cambia. Prost passa alla Ferrari. Senna ha la McLaren tutta per sè. Le due vetture sono vicine, infatti il duello prosegue abbastanza serrato per tutta la stagione. Ma Senna riesce ad accumulare un sensibile vantaggio nella seconda parte della stagione. Si torna a Suzuka, ancora penultima prova del mondiale. Questa volta è Prost a dover vincere a tutti i costi. Senna prende ancora la pole position, ma Prost parte nuovamente meglio. Il francese si trova davanti in fondo al rettilineo d’arrivo, in traiettoria esterna. Senna s’infila in un punto che a molti è apparso impossibile e di nuovo i due entrano in collisione. Gara finita al primo giro, Senna vince il mondiale, accuse velenose tra i due.

Nel 1991 non c’è storia. La Ferrari non è competitiva e Prost resterà anche appiedato a fine stagione. Senna domina e conquista il suo terzo titolo. Nel 1992 Prost si prende un “anno sabbatico”, non partecipando alla stagione. Senna fa quel che può, ma è l’anno di Nigel Mansell che fa il vuoto con la Williams-Renault.

Nei mesi che hanno preceduto la stagione 1993 Senna e Prost hanno ripreso a far volare le parole. Il brasiliano vuole andare alla Williams (che non ha riconfermato Mansell), dicendo di essere disposto anche a guidare gratis. Ma il francese, che ha firmato per la scuderia di Frank, ha posto una clausola di veto contro Senna. Il quale lo ha accusato di essere un codardo.

Così Ayrton resta alla McLaren, firmando un contratto di gara in gara. La Williams è ampiamente favorita e presto Prost prende il largo. In Inghilterra, a Donington, l’ultima scintilla di Senna: sotto la pioggia battente infila quattro macchine al primo giro, compresa quella di Prost, e va a vincere. Al termine della penultima gara in Portogallo, incamerato matematicamente il titolo, Prost annuncia il ritiro dalle corse. Di lì a poco Senna firmerà con la Williams per correre nel 1994. Sul podio australiano di Adelaide, dove Senna ha vinto e Prost è arrivato secondo. I due siglano la pace stringendosi la mano. E’ la fine di una tra le più accese e indimenticabili rivalità dello sport di tutti i tempi.

Successivamente Senna tributò un omaggio al vecchio nemico durante il warm-up di Imola 1994, poche ore prima della tragedia. Comunicando via radio col box (e ovviamente sapendo che il dialogo veniva trasmesso dalla Tv) in un giro di lancio, disse: “Dedichiamo questo giro ad Alain Prost. Ci manchi, Alain“. E il francese, ai box come commentatore per TF1, sorrise.

Foto in alto: Instituto Ayrton Senna via photopin cc. Gallery: foto by InfoPhoto