Come tradizione, ogni anno scattano gli aumenti delle tariffe autostradali, e viaggiare diventa sempre più caro, visto che il conto, nell’arco dei 12 mesi, si fa inesorabilmente più salato. Quindi, occhio al portafogli nei prossimi giorni, perché la tratta che ci ritroviamo a percorrere abitualmente, potrebbe obbligarci ad un esborso maggiore.

“Quest’anno per tutte le società autostradali per le quali è in fase di aggiornamento il relativo Piano Economico Finanziario, gli aumenti tariffari sono stati provvisoriamente sospesi, posticipandone l’eventuale adeguamento all’approvazione dei piani”. Ha sottolineato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha comunque specificato un aumento medio dello 0,86%, avvenuto in base a un calcolo stimato del rapporto tra i veicoli ed i chilometri percorsi sull’intera rete durante tutto il 2015.

Risponde l’Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori, attraverso il portale dell’AISCAT, dove si leggono dichiarazioni decisamente in contrasto con l’operato governativo. “Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del Governo che ha concesso gli adeguamenti previsti contrattualmente solo a 6 società su 27. Infatti la maggior parte dei piani finanziari delle concessionarie autostradali, scaduti tra il 2012 e il 2013, non risultano ad oggi ancora approvati da parte dei ministeri competenti nonostante siano stati presentati tempestivamente da parte dei concessionari e nonostante esistano precise indicazioni emanate dal CIPE sulla tempistica relativa” .

Intanto, 6 società su 27 hanno aumentato le tariffe e gli automobilisti si ritrovano a pagare di più rispettivamente sulla Torino-Milano (SATAP tronco A4), dove l’incremento del pedaggio è salito fino al 6,5%; sulla Strada dei Parchi, dove si registra un aumento percentuale del 3,45%; sulla Tangenziale Est Spa dove il costo di transito è cresciuto del 2,10%. Mentre Autostrade per l’Italia  ha fatto segnare una percentuale positiva dell’1,09%; e la Pedemontana Lombarda dell’1%; molto meno ATIVA con un incremento di appena lo 0,03%.