L’autodromo di Monza vuole iniziare un nuovo corso. Francesco Ferri, il direttore del circuito e procuratore di SIAS (Società Incremento Automobilismo e Sport, che da sempre gestisce il circuito) sembra avere le idee chiare. Classe 1975 e vicepresidente nazionale giovani di Confindustria, è stato scelto da Andrea Dell’Orto, Presidente di SIAS, per formare una nuova squadra insieme e dare una svolta al circuito. Sia in senso economico che di immagine. Iniziando dal rinnovo del GP d’Italia di F1.

Nonostante il presidente dell’ACI Angelo Sticchi Damiani abbia raggiunto accordo di massima sulla cifra annuale, circa 20 milioni di dollari a stagione contro i 28 richiesti dal patron Bernie Ecclestone, la trattativa resta difficile  vista anche la presunta sfiducia nei confronti del management dell’autodromo. In occasione del Ferrari Challenge, abbiamo fatto una chiacchierata con Ferri sulle spinose questioni F1 e SBK, e sul futuro dell’Autodromo di Monza.

Il 2016 si presenta ricco di appuntamenti. Su quali manifestazioni puntate?
Dopo il Ferrari Challenge, il 22 aprile inizierà il Blancpain GT Series Endurance Cup che lo scorso anno ha portato oltre 25.000 persone in autodromo. Poi sarà la volta della Millemiglia che conferma il passaggio in autodromo per il secondo anno consecutivo, anzi quest’anno tocca anche il centro di Monza e la Villa Reale. Non mancheranno grandi classici come l’ACI Racing Weekend e una competizione nel mondo dell’autoclassica internazionale diventato un must come la Coppa InterEuropa. L’evento clou è chiaramente il Gran Premio di Formula 1 il 4 settembre. La chiusura spetta al Monza Rally Show, che quest’anno è stato posticipato alla prima settimana di dicembre per permettere la partecipazione di piloti importanti.

Per esempio?
Il nome che tutti si aspettano è ovviamente quello di Valentino Rossi che è il fan numero uno di questa corsa. Lui ci sarà senz’altro. Per gli altri attendiamo la conferma ma posso già annunciare che ci saranno anche alcuni piloti di F1. Spesso il Monza Rally Show coincideva con l’ultima tappa del Mondiale, il motivo dello slittamento è anche per questo.

A proposito di Formula 1: la trattativa per il rinnovo a Monza sembra sfumata. Qual è il quadro attuale?
Se ne sta occupando in prima persona il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, che è la persona che ha piena delega e autonomia per il rinnovo del Gran Premio. Ce la sta mettendo tutta grazie anche all’investimento permesso dalla legge della stabilità e con notevoli risorse economiche (20 milioni di euro di cui 12,5 a carico dell’ACI e il resto sulle spalle della SIAS, ndr). La fiducia nel rinnovo mi viene dal fatto che tutti noi stiamo facendo la nostra parte.

Difficile però se Ecclestone non si fida più delle persone che gestiscono la pista.
Non c’è mai stata nessuna comunicazione né ufficiale, né ufficiosa da parte di FOM (Formula One Management, ndr) e di Ecclestone nei nostri confronti. Poi penso sia assolutamente normale che in trattative così complesse ci siano dei rumors o delle voci fuori campo che fanno trapelare certi tipi di informazioni.

Si parla anche di rischio scomparsa dell’Autodromo di Monza stesso…
Non direi. Certo, abbiamo preso in mano l’autodromo che aveva una situazione finanziaria, economica e organizzativa dissestata: abbiamo messo a disposizione un terzo dell’importo societario per il rinnovo di Monza, le nostre competenze organizzative ma soprattutto quelle competenze che hanno sempre permesso al GP di Monza di F1 di essere un grande evento. Nelle prossime settimane ci saranno dei passi avanti. E’ sbagliato pensare che una trattativa così importante potesse essere risolta in pochi incontri. Stiamo seguendo tutti gli step necessari per arrivare a una conclusione positiva.

Invece la cancellazione del Mondiale SBK a Monza è ufficiale.
La SBK è l’obiettivo di medio periodo. E’ un punto importante: in tutti i circuiti più importanti del mondo floridi a livello economico e finanziario l’accoppiata moto-auto esiste. Chi sostiene che fare moto dirotta risorse indispensabili al mondo delle auto dice una cosa non vera perché anzi si crea un ulteriore volano economico. La F1 resta ovviamente è la gara principale ma deve essere sostenuta da altre competizioni che poi creano le risorse economiche-finanziarie da poter assorbire i costi e investimenti della F1.

Moto complementari alle auto quindi…
Esattamente. Noi vediamo il progetto due ruote non come alternativa ma come rafforzamento dell’autodromo per garantire ancora di più la presenza della F1. E questo è un iter che parte dalla sicurezza dell’impianto. Abbiamo presentato un progetto che comporta alcune modifiche alla pista per adeguare la pista agli standard di sicurezza internazionali richiesti per le due e quattro ruote. Questo è un requisito fondamentale, ovviamente, per ospitare la SBK.

Perché allora il progetto sta andando così a rilento?
Non ci saremo nel 2016 perché stiamo cercando di seguire un iter più corretto possibile perché questo è un passo storico che ha regole precise da rispettare a livello di tutela dell’ambiente, del patrimonio arboreo e della storicità. Abbiamo preparato uno studio di fattibilità, poi uno più approfondito e ora siamo nella fase di concitazione definitiva e con tutti gli enti coinvolti (Consorzio Villa Reale, Parco Valle Lambro, Comune, Provincia, Regione, Sovrintendenza, ecc.), stiamo per affrontare la valutazione d’impatto ambientale.

In concreto?
Tutte le istituzioni e i comitati cittadini potranno vedere quello che stiamo proponendo a livello di modifiche di pista, e di compensazioni che andremo a proporre per migliorare il parco e l’autodromo. E ripristinare le situazioni che da 30 anni non vengono considerate come il Bosco Bello, area meravigliosa purtroppo abbandonata a sé stessa, o i viali alberati. L’obiettivo, però, non è solo un miglioramento sensibile della pista ma anche un rilancio deciso del parco che darà beneficio a tutti gli stakeholders. Entro luglio sapremo se avremo un via libera o uno stop al progetto.

Quindi Monza si apre a chi non è grande appassionato di motori?
Certo! Vogliamo restituire l’autodromo alla collettività. Tutti i grandi poli si basano su attività complementari, un qualcosa che qui non esisteva. L’anno scorso abbiamo segnato un record di fatturato grazie anche alle varie attività fatte con le aziende, dalle presentazioni alle fiere, non solo di settore. Poi abbiamo sfruttato gli spazi all’aperto: abbiamo pensato all’infopoint, al tour dell’autodromo in bici o ai giri di pista in auto per passeggeri. Aggiungendoci manifestazioni di grande richiamo come la Color Run, la mezza maratona di Monza, la 12h Cycling Marathon e la 6 Ruote di Speranze. Ma si può anche festeggiare il compleanno dei bambini o vivere altre attività extra-sportive come i concerti, il Brianza Rock Festival o il Gods of Metal.

Non manca un po’ la percezione di questa nuova idea di autodromo?
Certo, questo è un percorso: siamo partiti 14 mesi fa da un punto molto basso sia dal punto di vista dei processi che di percezione dell’impianto. Oggi in autodromo si possono fare cose diverse tutti i 365 giorni dell’anno. L’obiettivo è soddisfare tutti i nostri clienti e dobbiamo comunicarlo attraverso diversi canali, sia B2B che B2C. C’è da fare un lungo lavoro da questo punto di vista ma ho tante conferme che siamo sulla strada giusta.

Il percorso di sicurezza su 2 ruote per under 18 è un primo inizio?
Cercheremo di ripetere questo percorso anche quest’anno. Vogliamo che l’autodromo sia anche un luogo educativo: educare alla sicurezza stradale e alle professioni come la scuola tecnica che prepara i meccanici al lavoro. Hanno poi uno professionale nei team perché imparano un mestiere oppure possono lanciare un’altra attività. L’altra idea è quella di portare in autodromo un incubatore di start-up nel settore automotive, in particolare oggetti che qui trovano un percorso per realizzare un’idea.

Cosa vuole diventare il Tempio della Velocità?
Vogliamo trasmettere il messaggio che l’autodromo di Monza è aperto a tutti. All’appassionato di F1, di moto, alle aziende, agli sportivi e alle famiglie che vogliono vivere il parco anche quando ci sono i grandi eventi. Come la Formula 1. Faccio un piccolo appello: le Ferrari andranno sempre meglio e l’86esimo GP d’Italia sarà uno spettacolo. Lo scorso anno abbiamo avuto 154.000 presenze in 3 giorni con un +10% rispetto al 2014 e quest’anno vogliamo crescere ancora: le premesse sono buone e chi compra in anticipo i biglietti risparmia. Iniziare le vendite subito dopo la gara del 2015 è stato un bene. Anche a questo nessuno aveva mai pensato…