Quando mi è stato assegnato questo articolo il mio primo pensiero è stato “Ok Alessia, pensa cosa NON vuoi su una macchina, esprimi esattamente il contrario di quello che pensi”. Da questo presupposto partiamo con questa carrellata di bisogni in rosa, perché per una donna scegliere una macchina è peggio della voglia notturna di anguria a gennaio.

Dividiamo in categorie le donne a cui potrebbe passare per l’anticamera del cervello di iniziare il mitico CONCESSIONARI TOUR:

1) La neopatentata: sceglie una macchina in base a quanti accessori di Hello Kitty sono compatibili con il nuovo bolide, normalmente intorno ai 15.000€ – 20.000€, ma molte volte la dividono con la mamma (io la condividevo con il papà).

2) La post 25: donna in carriera e ha bisogno di “accettazione automobilistica”, si interessa per un mese a Top Gear, compra una cittadina sportiva e poi va a distruggere la frizione.

3) Mamma: la parola d’ordine è 5 porte e seggiolone, per questo motivo alcune macchine quadrate vengono INSPIEGABILMENTE vendute.

Ora da buona studentessa di economia, analizzo il processo decisionale che porta una donna all’acquisto di un’auto. In primo luogo c’è il bisogno iniziale: la donna capisce che la borsetta non si abbina più alla cucitura interna dei sedili. Segue il secondo step, il “RACCATTAMENTO” delle informazioni: l’uomo si droga di configurazioni e preventivi, la donna strappa le pubblicità dalle riviste (e che riviste).

In economia esiste la valutazione delle alternative, ma la maggior parte delle volte questo passaggio è saltato dalle poche opzioni prese in considerazione, oppure avviene in maniera molto razionale attraverso il prezzo: l’unità di misura non sono gli euro bensì “quante scarpe e borse posso comprarmi invece di comprarmi ‘sta cosa?”.

L’acquisto avviene un sabato pomeriggio soleggiato, perché entrare nelle concessionarie di nuova generazione, che sono arredate meglio di uno showroom, inforcando un paio di occhiali da fare invidia a Jackie Kennedy può far guadagnare uno sconticino mica male (e se non funzionasse facciamo comunque un figurone).

Come accessoria un’auto una donna, in termini di colori, optional e infotainment (Info cheeeee? Stiamo parlando di radio, Usb, Bluetooth ecc)? Per quanto io sia cinica devo ammetterlo: io non canto sotto la doccia, ma in macchina… Ai semafori… Con il tipo dell’auto affianco che mi guarda male, quindi un buon impianto audio è ESSENZIALE.

Pratica femminile, sempre ai semafori, è il ritocco del rossetto, quindi sono necessari specchietti e vani porta oggetti OVUNQUE. Non mi dilungo sui bisogni classici a cui le concessionarie rispondono già benissimo, ma c’è un’esigenza che a quanto pare nessuno ha mai preso in considerazione: guidare con i tacchi è pericoloso (e ammettiamolo che diventiamo più incapaci del solito), quindi la ballerina di scorta sotto il sedile passeggero è d’obbligo, ma che nervi quando ad ogni frenata rotolano in giro macchiando il tappetino!

IDEA GENIALE: un vano porta scarpe sotto il sedile, ecco cosa necessitano davvero le donne!

(Seguimi anche su Pinkspeedblog)

photo credit: christopherallisonphotography.com via photopin cc