Ad Auto Moto d’Epoca 2015, in programma a Padova dal 22 al 25 ottobre 2015, come da tradizione Peugeot porterà alcuni significativi pezzi della sua ultracentenaria storia. Quest’anno il Leone racconta la sua epopea sportiva nei grandi Rally Raid che vivono oggi una nuova primavera con la Peugeot 2008 DKR: dopo una partecipazione di apprendistato alla Dakar 2015, quest’anno la nuova Peugeot 2008 DKR16 punta a migliorarsi.

La belva della casa francese è solo l’ultima evoluzione di tanti modelli che hanno fatto la storia dei Rally Raid, cominciata in Africa negli anni Cinquanta e testimoniata sullo stand di Padova attraverso tre vetture rappresentative di tante vittorie: la 504 Coupé V6 del 1978 (vincitrice del Safari Rally del 1978 con Jean Pierre Nicolas e Jean-Claude Lefebvre), la 205 T16 Grand Raid del 1987 (con cui Ari Vatanen vinse il Rally dei Faraoni nel 1987) e la 405 T16 Grand Raid del 1988, terza al Rally di Tunisia con Henri Pescarolo e, nel 1989, prima al Rally di Baja (Spagna) con Jacky Ickx e al Rally dei Faraoni con Ari Vatanen.

La storia sportiva di Peugeot nel secondo dopoguerra nasce in Africa. Tutto ha inizio nella seconda metà degli anni Cinquanta quando l’importatore Peugeot in Kenya, la Marshall Ldt, decide di iscrivere, a titolo strettamente personale, alle competizioni africane prima delle 203, poi delle 404, una delle quali sale sul podio del Rally del Kenya del 1958. La svolta decisiva è del 1961, con l’arrivo della 404 ma sarà a partire dal 1963 che questa vettura sarà soprannominata Regina d’Africa, titolo consolidato con le vittorie all’East African Safari del 1966, 1967 e 1968. Nel frattempo i raid africani si moltiplicano e con l’impegno ufficiale della casa, l’Africa ha una nuova regina, la 504 berlina che nel 1975 vince i più importanti rally-raid: Safari Rally, Rallye du Maroc e Bandama.

All’inizio 1976 arriva la 504 Coupé V6 da 240 CV ed è di nuovo successo, come al Rallye du Bandama di quell’anno: partono in 51, arrivano in otto. Le prime cinque sono Peugeot 504, sul gradino più alto del podio la 504 Coupé, quella di Timo Mäkinen ed Henry Liddon. Con l’esclusione del Gruppo B dal campionato del mondo Rally, Peugeot decide di ritornare in Africa per rinverdire la nomea di Regina d’Africa con la partecipazione alla Parigi-Dakar, utilizzando come base la 205 Turbo 16 vincitrice del mondiale rally nel 1985 e 1986. Nasce così la versione 205 T16 Grand-Raid: nel 1987 Peugeot ne schiera tre esemplari e vince quella con il numero di telaio C222, numero di gara 205, pilotata da Ari Vatanen, prima che l’anno successivo la vettura vinca anche la Parigi-Dakar.

Alla Parigi-Dakar del 1988 Peugeot schiera anche due nuove 405 T16 Grand-Raid derivate dalla 405 Berlina, Auto dell’anno 1988, e protagoniste di un misterioso giallo mai risolto: mentre era in testa alla classifica, la 405 T16 Grand-Raid di Vatanen viene rubata in pieno deserto. Nel 1989 la formula di due 205 T16 Grand-Raid (con Wambergue e Frequelin alla guida) e due 405 T16 Grand-Raid (con Ari Vatanen e Jacky Ickx) viene ripetuta. Le due vetture sono in testa e stanno raggiungendo il traguardo quando il direttore sportivo Jean Todt è costretto a usare una moneta da 10 franchi per decidere chi dovrà tagliare il traguardo per primo: sarà Ari Vatanen con la sua numero 204, seguìto dalla numero 206 di Jacky Ickx. La 405 T16 Grand-Raid si aggiudicherà la Parigi-Dakar anche nel 1990.