Negli Stati Uniti continuano i progetti sulle auto a guida autonoma. La compagnia tecnologica Pegasus Global Holdings è pronta a spendere un miliardo di dollari per il progetto CITE (Center for Innovation, Testing and Evaluation) da svolgere in una nuova città del New Mexico. Annunciata nel 2012 e rimasta ferma per un paio d’anni, la nuova città sperimentale è in grado di ospitare in modo virtuale circa 35 mila abitanti su una superficie prevista di quasi 39 chilometri quadrati.

Il progetto di Pegasus si somma a quello di MCity, l’area progettata dall’Università del Michigan per ricreare un contesto urbano per lo sviluppo delle auto a guida autonoma. A contribuire alla realizzazione del laboratorio a cielo aperto sono stata Ford nell’ambito dello Smart Mobility Plan, programma che prevede 25 sperimentazioni in tutto il mondo. Insieme all’Ovale Blu ci sono anche General Motors, Toyota, Nissan e altri partner. Rispetto a MCity, il nuovo City Lab che si svilupperà su 1,6 km quadrati, oltre dieci volte in più della cittadella tecnologica su cui ha messo gli occhi Ford (0,13 km quadrati).

Non cambiano, invece, i settori di ricerca che spaziano dalla guida autonoma alla comunicazione da veicolo a veicolo e da veicolo a infrastruttura fino alla sicurezza digitale mentre la City Lab sarà aperta ai test di terzi come enti federali, università e aziende no-profit. Pegasus non ha ancora specificato la località scelta ma la società ha già firmato il memorandum d’intesa con il Dipartimento per lo sviluppo economico del New Mexico. L’apertura è prevista nel 2018 e al progetto dovrebbero prendere parte circa 350 persone con un indotto di altri 3.500 posti di lavoro.

A inizio febbraio in Inghilterra è stato presentato il progetto di un’autostrada un’infrastruttura-laboratorio lunga 130 km che collegherà Coventry e Solihull: lì saranno testate fino a cento vetture connesse e ad alta automazione, in modo da valutarne le reazioni su diverse tipologie di incroci. Il progetto è finanziato in parte dal governo britannico e lanciato da un consorzio formato da Jaguar Land Rover, Visteon, Siemens, Vodafone, dal consiglio comunale di Coventry e dalle università di Warwick e Coventry. In Italia, invece, manca ancora una norma che consente la circolazione su strada delle auto a guida autonoma.