Possono le auto elettriche sostituire le auto a motore termico e ridurre significativamente le emissioni di gas serra che stanno causando il cambiamento climatico globale? Se lo è chiesto un team di ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit), che ha preso in esame l’uso delle automobili negli Stati Uniti. La risposta è positiva: circa il 90% delle auto private che circolano sulle strade potrebbe essere sostituito da veicoli elettrici disponibili sul mercato, senza un aumento dei costi per le famiglie e con un guadagno in termini di impatto ambientale.

Lo studio condotto dalla Jessika Trancik, Assistant Professor di sistemi ingegneristici al MIT Engineering Systems, affiancata da Zachary Needell, James McNerney e Michael Chang è stato pubblicato sulla rivista Nature Energy ed evidenzia come nel nel 90% dei casi le auto elettriche possano soddisfare le necessità di spostamento degli statunitensi. Lo studio è durato quattro anni e ha visto l’integrazione di due sistemi basati su enormi insiemi di dati: la prima riguarda il comportamento di guida sulla base di dati GPS, e un altro più ampio i dati nazionali delle abitudini di viaggio basati su sondaggi di trasporto delle famiglie. I due insiemi comprendono milioni di viaggi effettuati in tutto il Paese e hanno permesso di conoscere come e dove le persone si mettono alla guida: “I ricercatori hanno bisogno di capire le distanze e i tempi di viaggio, i diversi comportamenti di guida e le condizioni climatiche dell’ambiente” spiega Needell.

Un’altra importante scoperta dallo studio riguarda la capillarità della diffusione teorica che avrebbero i veicoli elettrici: “Il potenziale di adozione di auto elettriche è molto simile in tutte le città – spiega la prof.ssa Trancik -. Dalle aree urbane densamente popolate come New York, a città tentacolari come Houston. Questo va contro l’opinione che i veicoli elettrici, almeno quelli a prezzi accessibili, funzionano solo nei centri urbani più densi”. Secondo gli esperti la scelta delle auto elettriche non va a svantaggio delle tasche degli acquirenti. Veicoli come la Ford Focus elettrica o la Nissan Leaf – si legge nello studio -, i cui prezzi di listino sono ancora superiori a quelli delle macchine convenzionali, sono comunque comparabili alle vetture a motore termico in termini di spesa complessiva a causa dei minori costi di manutenzione e di esercizio. Una sola ricarica della batteria al giorno, infatti, è sufficiente a percorrere i chilometri giornalieri.

Per gli spostamenti più lunghi, ad esempio in vacanza, e nei giorni di particolare caldo o freddo, quando l’uso del condizionatore riduce l’autonomia del veicolo, si può invece ricorrere al car sharing o al noleggio di auto tradizionali. Lo studio mette in evidenza proprio il ruolo importante che il car sharing potrebbe svolgere nel guidare l’elettrificazione. “Il car sharing dovrebbe essere molto utile per far funzionare questo sistema e non richiede ulteriore innovazione perchè è un modello di business che già esiste”.

Inoltre il processo di innovazione fa sì che le batterie andranno a migliorare in termini di costi, peso e autonomia, che sarà un’ulteriore spinta al settore. Lo studio suggerisce infatti come migliorare l’investimento in ricerca ma anche il divario che dovrà essere riempito da altri tipi di automobili, come quelli alimentati da biocarburanti a basse emissioni o a idrogeno, per raggiungere livelli molto bassi di emissioni. La sostituzione del parco vetture con auto elettriche consentirebbe agli Stati Uniti di ridurre del 30% le emissioni generate nel settore trasporti, contribuendo agli obiettivi nazionali sul taglio dei gas serra. Qui la notizia completa.