Dopo aver messo all’asta l’anno scorso 118 auto blu (di cui 82 finora vendute), il Governo ha annunciato oggi una nuova serie di dismissioni che vedrà protagonisti una trentina di veicoli finora in servizio presso il Ministero della Difesa.

A dare la notizia è stato il portavoce della Presidenza del Consiglio, che ha spiegato come, nelle prossime settimane, saranno messe all’asta su eBay 33 auto blu immatricolate tra il 2002 e il 2012. La vendita sarà strutturata in tre lotti e ogni asta avrà una durata di 7 giorni, con le prime 10 vetture che potranno essere acquistate fino al 5 marzo, per poi essere seguite nelle settimane successive dalle altre vetture destinate a lasciare il parco mezzi ministeriale.

Una lista parziale dei modelli in vendita comprende alcune Alfa Romeo 159 con chilometraggio compreso tra 79.000 e quasi 107.000 chilometri la cui base d’asta è di 2.000 euro, ma c’è spazio anche per una Lancia Thesis del 2007 con 96.893 chilometri e prezzo di 4.200 euro, per una Fiat Punto del 2009 con 30.479 chilometri e un valore d’asta di 2.600 euro, oltre che per una Bmw 525 che dal 2010, anno d’immatricolazione, ha percorso 78.758 chilometri e può vantare un valore minimo di 19.000 euro.

Secondo i dati ufficiali, la cifra media stabilita per ogni asta è stata l’anno scorso di 7.288 euro, mentre quella conclusiva è arrivata a 8.561 euro, con un guadagno complessivo per le casse dello Stato pari a 701.987 euro e una plusvalenza, rispetto alle basi d’asta fissate dagli addetti per le 82 vetture finora cedute, che arriva a 104.402 euro.

Al di là delle valutazioni di tipo politico, la scelta di mettere all’asta le vetture in dismissione presso gli enti pubblici ha portato ad uno snellimento dei parchi auto in servizio presso strutture collegate al Ministero dell’Interno, al Ministero della Difesa e al Ministero della Giustizia.

La decisione ha inoltre consentito a 35 vetture Bmw, 21 Lancia, 15 Alfa Romeo, 6 Audi, 3 Subaru e 2 Jaguar di trovare un nuovo proprietario e di rimanere sulle strade italiane nella maggior parte dei casi, mentre in cinque occasioni le vetture sono state vendute all’estero grazie a tre acquirenti tedeschi e due francesi.