La crisi economica sta spingendo molto al limite la disponibilità al movimento dei cittadini che riscoprono pian piano delle vecchie abitudini legati alle generazioni del passato. 

Il car sharing, il car pooling e l’autostop che erano strumenti privilegiati degli appartenenti alla beat generation, adesso tornano in voga. Certo prima non si parlava di condivisione delle macchine o di affitto delle vetture, ma l’autostop era sicuro di moda.

C’è però l’altra faccia della medaglia, ovvero la disponibilità di macchine nuove proprie o dei genitori. Come suggerito da un articolo di Repubblica.it, i ragazzi non fanno l’autostop ma magari vanno on the road con la propria macchina. Si pensi soltanto che ci sono almeno 59 vetture ogni 100 abitanti.

Oggi l’autostop è vietato per legge ma se la crisi lo impone, i trasgressori aumentano e le imprese sfruttano le nuove esigenze per proporre altrettanti servizi. Ecco allora che per andare all’università interviene la Wheelz, la compagnia di car sharing peer-to-peer per studenti.

Sta avendo molto successo anche il progetto Zipcar. L’omonima compagnia di noleggio ha investito nel progetto circa 14 milioni di dollari. Cambiano i consumi e c’è qualcuno che vuole approfittarne.

Anche in Italia qualcosa si vuole, a Milano alcune zone sono transitabili a pagamento, oppure dietro sottoscrizione di un abbonamento al car sharing. L’unico appunto che si può fare a queste iniziative made in Italy è che cercano d’imporre cambiamenti che dovrebbero essere naturali per la società alle prese con la recessione.