Quella dell’auto ad idrogeno era una tecnologia che sembrava dimenticata e finita per sempre in attesa di sviluppi che prima o poi sarebbero arrivati.

Certo non ci dimentichiamo le incredibili sparate dell’allora Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni nel 2002 quando alla presentazione di una BMW 750 hl, alimentata appunto ad idrogeno, annunciò il piano “Auto Nuova 2005” indicando quest’auto come auto ideale per la Lombardia auspicando al più presto la commercializzazione e la vendita su larga scala di modelli con questa tecnologia. Sono passati 12 anni.

Da allora abbiamo visto non poche concept e prototipi di varia forma, ma tutto si è poi ridotto a qualche studio più o meno avanzato e nulla di più concreto si è visto, tanto che dell’auto che emette vapore acqueo si erano praticamente perse le tracce.

Questo fino allo scorso Tokyo Motor Show dove improvvisamente l’idrogeno è ritornato alla ribalta con la presentazione della Toyota FCV (nella foto), e l’annuncio da parte del costruttore giapponese numero 1 al mondo, che l’auto verrà messa regolarmente in produzione nel 2015 per circolare prima in Giappone e successivamente negli Stati Uniti.

Qualche mese dopo è toccato alla Honda in occasione del Los Angeles Auto Show rispondere con la FCEV Concept, un modello dalla linea davvero incredibile, sembra uscita dal film Blade Runner, che a sua volta andrà in produzione nel 2015 e che verrà venduta anche in Europa, sostituendo la FCX Clarity che da qualche anno è già presente sia pure in numeri irrilevanti.

Il terzo step, a conferma che qualcosa questa volta sta cambiando davvero velocemente, lo abbiamo visto al Salone dell’Auto di Ginevra dove è stata Hyundai a presentare una sua proposta: la crossover Intrado.

Sempre alla rassegna svizzera erano presenti anche gli altri due modelli ad idrogeno citati e così è stato possibile vedere contemporaneamente questa offensiva orientale che va a scontrarsi con l’industria europea che in questo momento sta invece puntando con decisione verso l’auto elettrica a batterie e sull’ibrido.

I grandi problemi dell’idrogeno sembrano essere in via di soluzione, infatti ricarica ed autonomia sono a livello di qualsiasi auto a benzina. Per la ricarica servono solo tre minuti e i tre modelli non presentano alcun problema di autonomia essendo in grado di coprire tra i 500 ed i 700 km, come una qualsiasi automobile. In più sono delle vere e proprie auto elettriche dove al posto delle batterie al litio troviamo i serbatoi che trasformano il gas (stack) in corrente, alimentando un motore elettrico e facendo muovere il veicolo in perfetto silenzio.

Certo per immagazzinare l’idrogeno come gas a bordo serve sempre una grande pressione (800 atm) e deve essere tenuto a temperature di -259 gradi, ma le tecnologie attuali sono in grado di dare le giuste risposte. Mancano sicuramente le infrastrutture e la rete di erogazione, ma questo è un problema che deve essere affrontato anche livello politico e Giappone e USA si stanno già preparando; in California è pronto un piano per 100 distributori. In Europa, invece, ci sono 77 distributori a cui se ne aggiungeranno altri 100 entro il prossimo anno.

Le auto a idrogeno diventano quindi, per prestazioni, guidabilità e autonomia, concorrenti di quelle con motore termico o con altri tipi di alimentazione.

Nessuno ha ancora parlato di prezzi ed è evidente che per una diffusione di una certa importanza devono essere concorrenziali, superiori comunque, a quanto si dice, ai 50.000 euro e confrontabili con quelli delle corrispondenti vetture Premium; per questo previste formule di noleggio.

Il tema è lanciato e vedremo a breve altri sviluppi.