La ricerca verso alternative per l’autotrazione ai carburanti di origine fossile non è uno scherzo. Non è detto che un singolo costruttore automobilistico sia in grado di trovare una soluzione pratica in tempi ragionevoli e a costi accettabili. Quindi la collaborazione industriale è una strada che può condurre a risultati concreti. Va visto sotto quest’ottica l’accordo tra Toyota e Bmw sulla mobilità sostenibile. Questa partnership è strutturata in quattro segmenti: sviluppare un sistema di celle a combustibile; realizzare congiuntamente architettura e componenti di una vettura sportiva; compiere ricerche su tecnologie per ridurre le masse; collaborare nella ricerca su batterie aria-litio. L’accordo è stato firmato ieri e segue una dichiarazione d’intenti siglata lo scorso giugno (nella foto, da sinistra, i presidenti di Toyota e Bmw Akio Toyoda e Norbert Reithofer, durante la cerimonia della firma).

Sulle celle a combustibile, l’obiettivo è sviluppare entro il 2020 una piattaforma completa: un veicolo dotato di serbatoio d’idrogeno, batteria e motore compatibili, oltre allo sviluppo di codici e standard per l’infrastruttura ad idrogeno (le stazioni di rifornimento), indispensabile per rendere popolari veicoli di questo tipo.

Sul veicolo sportivo, si sa solo che sarà di livello medio e da completare entro il 2013. Qui rientra anche lo studio sulla riduzione delle masse, attraverso l’utilizzo di materiali compositi più efficienti.

Le batterie al litio, o meglio la loro bassa capacità d’immagazzinare energia, sono il vero tallone d’Achille delle auto elettriche attuali. Bmw e Toyota puntano sulla tecnologia aria-litio per ottenere batterie di capacità notevolmente superiore.