Il tema della guida autonoma, ovvero dell’automobile capace di compiere manovre senza alcun intervento dell’uomo e di percorrere tratti di strada da sola sta appassionando sempre di più. Ormai sono sempre di più gli interventi autonomamente decisi dall’auto e, se non ce ne siamo accorti, basta pensare alle ultime tecnologie che troviamo a bordo pensate per aiutare chi guida ad evitare possibili incidenti o per ridurne gli effetti. Alcune le conosciamo da tempo e nell’elenco delle dotazioni troviamo sempre più sistemi legati alla sicurezza come quelli per evitare il tamponamento quando si è in colonna, fermare la vettura quando un pedone o un ciclista attraversa o il parcheggio completamente automatico. Provate ad analizzare cosa offre l’ammiraglia Classe S di Mercedes o la prossima Volvo XC90 per capire quali e quante opportunità (e problemi) si aprono con i veicoli si stanno trasformando molto velocemente in una specie di robot mobile ed è certo che il cambiamento influirà pesantemente sullo sviluppo della mobilità, sulle condizioni generali di traffico e sul nostro modo di rapportarci con l’auto.

Tutti i costruttori stanno portando avanti studi sulla materia e si parla apertamente del 2020 come della data per vedere concretamente sulla strada un’auto dotata di sistemi a guida autonoma capace di muoversi senza alcun intervento dell’uomo. Recentemente Nissan ha presentato il proprio piano di sviluppo per il lancio delle più avanzate tecnologie di automazione dei veicoli e per l’occasione è sceso in campo il presidente e CEO della casa giapponese Carlos Goshn. Un intervento interessante perché si parla di un Gruppo che insieme a Renault è uno dei principali attori dell’automotive (quasi 6 milioni di unità), e il programma riguarda tutta la gamma dei modelli che verranno prodotti in futuro e non solo al top del listino. Si procederà per gradi e nella prima fase, entro il 2016, sono in programma veicoli con sistemi che, pur lasciando al pilota il controllo al volante, miglioreranno la sicurezza e le condizioni di guida automatizzando i gesti quotidiani compiuti dagli automobilisti.

Il passo successivo ha come time line il 2018 e riguarda controllo sulle corsie multiple in caso di cambio involontario della corsia di marcia ed per la fine del decennio sarà la volta dell’introduzione di sistemi di gestione automatica degli incroci. Naturalmente verranno seguiti i temi della connettività per trasferire a bordo le stesse funzioni degli smartphone e dei tablet mentre un aspetto su cui lavorare è legato alla tecnologia per guidatori “senior” che oltre al gap generazionale nei confronti delle nuove tecnologie richiedono sistemi automatici semplici e intuitivi che consentano anche di guidare più a lungo e in sicurezza.
Di tutt’altro tipo gli studi portati avanti da Mercedes che porta ancora più avanti la ricerca cercando di sviluppare le modalità con le quali comunicheremo con l’auto. Hanno, infatti, creato un gruppo di esperti che all’interno del dipartimento Group Research and Futurology non si limita ad approfondire gli aspetti tecnici delle vetture a guida autonoma lasciati agli ingegneri, ma sono stati coinvolti dei linguisti e degli esperti di robotica per approfondire in che modo la vettura parla e che cosa si intende per parlare. O meglio, saremo noi automobilisti costretti ad imparare la grammatica dei robot oppure è la vettura che dovrà essere in grado di capire il nostro linguaggio? Insomma “chi dovrà capire chi?” La risposta come sempre arriverà in tempi brevi vista la velocità con cui si sta diffondendo questa nova area di ricerca avanzata e maturano i primi interessanti risultati.