L’allarme sull’alto costo delle assicurazioni auto era stato lanciato già da tempo, e nel corso del 2011 in particolare, dall’Aci, dalle associazioni di consumatori e dalla stampa specializzata. E se se sono accorti anche da soli sulla loro pelle gli automobilisti.
Adesso è arrivata anche la conferma dell’Antitrust che – finalmente!- ha scoperto che le polizze RC Auto in Italia sono in media più elevate e crescono molto più rapidamente rispetto a quelle dei principali paesi europei. L’indagine condotta dall’autorità garante per il mercato (il nome completo è Indagine conoscitiva riguardante la procedura di risarcimento diretto e gli assetti concorrenziali del settore RC auto) ha confrontato una serie di profili di utenti in 5 nazioni e le considerazioni finali sono davvero disarmanti e, di conseguenza, allarmanti e non più tollerabili nelle attuali situazioni di crisi generale.

In media un automobilista italiano paga un premio che è più del doppio di quello francese e portoghese, più dell’80% superiore rispetto a quello tedesco e del 70% di quello olandese. Ma non è finita perché la crescita dei prezzi per la stessa polizza, considerando il periodo compreso tra il 2006 ed il 2010, è stata il doppio di quanto pagato nell’area Euro e addirittura il triplo di quella francese.

Inoltre, sempre leggendo i risultati, l’Italia ha, putroppo,  altri due record. Il primo è quello sulla frequenza dei sinistri, quasi il doppio della Francia e dell’Olanda e di circa il 30% in più di quello della Germania. Il secondo riguarda il costo medio più alto per singolo incidente che supera del 13% quello francese, di oltre il 20% quello tedesco e del doppio quello portoghese.

Vien quasi da sorridere, se non ci fosse da vergognarsi non poco, sapere che il numero delle frodi accertate ai danni delle Compagnie in Italia è quattro volte inferiore a quanto accertato in Gran Bretagna e la metà della Francia, segno che maggiori controlli sono assolutamente necessari. Proprio per la presenza di queste truffe, dei finti incidenti sui controlli inadeguati (e a volte compiacenti) da parte di tutti gli addetti al lavoro (periti, meccanici, avvocati, medici e forze dell’ordine), tutti gli automobilisti sono costretti a pagare delle tariffe più alte, secondo il classico principio che pagano gli onesti…

Per essere più chiaro ci sono province italiane come Brindisi, Lecce, Taranto, Crotone e Foggia che rilevano una percentuale di feriti in oltre il 40% degli incidenti. Davvero troppo e non credibile, soprattutto se si guarda cosa succede in Germania dove la media è del 10%.
É quanto viene rilevato anche dall’Ania, l’associazione tra le imprese assicuratrici, che vede proprio nella frequenza dei sinistri doppia, di risarcimenti molto più elevati (soprattutto per i danni alla persona) e di una inadeguata azione di contrasto dei reati di frode in assicurazione la principale ragione del caro-polizza e del caro-risarcimento.

A questo va anche aggiunto un altro aspetto davvero spiacevole e quanto mai preoccupante. In Italia girano sulle strade oltre 4.000.000 (quattro milioni!) di veicoli senza assicurazione o con tagliandi contraffatti, di cui 2,8 sono auto. Parliamo di circa l’8% del parco circolante e il danno per le compagnie sfiora i 2,8 miliardi di euro che indovinate un po’ chi lo deve coprire e chi rischia di non essere tutelato per i danni che può subire sulla persona e sulle cose? Il solito automobilista onesto che con la sua polizza assorbe parte dei costi diretti ed indiretti imputabili a chi ha scelto di fare il furbo. Cioè il disonesto. Anche qui, basterebbero dei controlli più accurati magari, come suggerisce l’Aci, sfruttando le tecnologie esistenti come quelle delle telecamere che già funzionano per rilevare le infrazioni stradali. Basterebbe incrociare i dati con quelli dell’Ania e si scoprirebbe chi non è in regola.

Facile no? Forse troppo per realizzarlo…

photo credit: Sinistra Ecologia Libertà via photopin cc