L’Audi continua la sua tradizione sportiva puntando molto sulle corse di durata, dove da anni è protagonista, e quasi sempre vincente, in particolare nella grande classica: la 24 Ore di Le Mans. Con la sua LMP1 ha sbaragliato la concorrenza di marchi blasonati, rispondendo alla sfida anno dopo anno, fino ad arrivare alla variante 2015 della R18 e-tron quattro.

Aerodinamica, cattiva e pronta all’azione, la LMP1 dei Quattro Anelli presenta una novità sostanziale che riguarda principalmente il recupero dell’energia, raddoppiato da 2MJ per arrivare a 4MJ. Secondo quanto ha spiegato Christopher Reinke ai colleghi di Autosport, “l’approccio corretto è stato quello di lavorare un passo alla volta per avere un sistema a 2MJ perfetto nella passata stagione, ma anche una sorta di mappa che ci rendesse possibile portare il sistema a 4MJ quest’anno con un lavoro di evoluzione. Ci sembrava il metodo più efficiente, piuttosto che l’introduzione di un nuovo sistema”.

Quindi, la parola d’ordine è affidabilità, e come dare torto ai tecnici Audi, visto che nella scorsa 24 Ore di Le Mans è stato proprio quello il punto di forza della LMP1 di Ingolstadt. “Con le risorse disponibili, ci sembrava il miglior compromesso tra complessità, affidabilità e guadagno in termini di tempo sul giro”.

Con l’introduzione delle novità tecniche la vettura teutonica guadagna anche una nuova livrea che la contraddistinguerà sia nelle gare del WEC, acronimo di world endurance championship, che durante la 24 ore per antonomasia.

In pratica, i passaruota anteriori presentano una maggiore porzione di nero, mentre il raccordo tra questi ed il muso appuntito è evidenziato da una colorazione argento che interessa anche il tetto della R8 e-tron quattro 2015. I passaruota posteriori invece hanno tracce cromatiche rosse evidenti oltre al nero, mentre nel retro dell’auto domina il bianco interrotto nella zona superiore della pinna dal nero e dal grigio con alcuni elementi rossi.