Non c’è 2 senza 3! Così dopo Lamborghini e Italdesign un altro storico marchio italiano passa in mani tedesche. Come anticipato ieri infatti Audi e Ducati sono giunte a un accordo e la Casa di Borgo Panigale passa così sotto il controllo di Ingolstadt, a sua volta facente parte del sempre più immenso universo Volkswagen.

Il presidente di Investindustrial (Andrea C. Bonomi), ormai ex proprietaria di Ducati (manca solo l’ok dell’antitrust per definire il passaggio) ha commentato: “Ducati è cresciuta molto sotto la nostra guida, grazie ad un intenso turnaround industriale e a una spinta commerciale su nuovi mercati in rapida crescita. Siamo convinti che la società, nelle mani capaci di Audi, continuerà ad avere un futuro estremamente positivo e ricco di soddisfazioni per i clienti e per i lavoratori dell’azienda. Reputiamo che Audi sia il partner migliore per continuare il processo di globalizzazione che è già stato avviato con successo. Il management team, guidato da Gabriele Del Torchio, e tutto il personale qualificato e appassionato di Ducati hanno svolto un ruolo fondamentale nel trasformare l’azienda in un marchio globale, sviluppando alcuni dei
2 modelli di moto più interessanti attualmente sul mercato. Sono convinto che Audi si dimostrerà una nuova proprietà responsabile e capace, in grado di preservare le competenze tecnologiche dei dipendenti italiani dell’azienda per realizzare un ulteriore processo di crescita di Ducati. Il Gruppo ha una clientela fedele e in crescita, che sarà ben tutelata, grazie alla presenza globale e all’eccellenza tecnica di Audi e del gruppo Volkswagen.”

Gli ha fatto eco Rupert Stadler, Presidente del Consiglio di Amministrazione AUDI AG “Ducati è conosciuta in tutto il mondo come il marchio Premium fra i costruttori di moto, con una lunga tradizione di moto sportive. Dotata di enorme competenza in motori altamente performanti e nella costruzione leggera, è uno dei costruttori con la miglior redditività nel mondo delle moto.”
Visti gli attestati di stima si potrebbe pensare che il management della Casa rimarrà invariato, anche se rumors sempre più insistenti vorrebbero Luca De Meo a capo di Ducati. Staremo a vedere.

Certamente molti puristi storceranno il naso di fronte a quest’ennesima “fuga” di marchi italiani in terra straniera, ma noi ci sentiamo di dire che il pessimismo questa volta può essere lasciato da parte. Con Investindustrial Ducati ha fatto un passo importante per rimanere competitiva nel mercato e nelle corse (4 Titoli Iridati Piloti e 3 Costruttori in Superbike, 1 titolo Iridato piloti e 1 costruttori in MotoGP) ed ha aumentato il proprio fatturato. Ora con il passaggio sotto il controllo di Audi (e quindi VW) si compie un altro importantissimo passo che porta Borgo Panigale dentro quello che pare essere un vero e proprio bunker a prova di crisi. Il colosso tedesco infatti è riuscito ad aumentare le vendite anche in questi anni funesti per l’economia mondiale, sapendosi muovere ottimamente nel terreno minato della crisi.
Il timore che Ducati possa snaturarsi non c’è, basta guardare quanto fatto da Volkswage con un altro glorioso marchio italiano come Lamborghini: a Sant’Agata continuano a produrre auto, sempre più belle e sempre più tecnologicamente avanzate. Il toro scalpita più che mai e la sua vitalità non è mai stata messa in discussione.