L’attestato di rischio diventa social. Ora potrà arrivare anche con un ‘tweet’ o via Facebook. Ad annunciarlo è Antonio De Pascalis, Capo del Servizio Studi e Gestione dell’Ivass, a margine del Workshop “La dematerializzazione dell’attestato di rischio r.c. auto: le novità regolamentari. Le possibili soluzioni per le polizze gratuite”. All’incontro hanno partecipato: l’Ania, i rappresentanti delle imprese, degli intermediari e delle associazioni dei consumatori. E quella dell’attestato di rischio digitale non sarà l’unica novità che caratterizzerà il mercato delle assicurazioni dei veicoli: dal prossimo 18 ottobre, infatti, andrà a scomparire il tagliando che andava messo sul parabrezza, una soluzione che dovrebbe contrastare le frodi con maggiore efficacia: “Saranno autovelox, tutor e telecamere della Ztl a controllare tramite la targa se l’auto è assicurata o meno - afferma Dario Focarelli, direttore generale Ania -. Dalle nostre stime risulta che nel 2013 erano 3 milioni e mezzo i veicoli senza assicurazione in circolazione”.

Nel corso del workshop, inoltre, IVASS ha anche anticipato gli esiti dell’indagine avviata il 9 marzo scorso nei confronti delle imprese di assicurazione sul fenomeno delle polizze RC auto gratuite offerte da diverse case automobilistiche in occasione dell’acquisto di un’automobile nuova e sui possibili effetti pregiudizievoli per i consumatori, presentando alle imprese di assicurazione alcune proposte di soluzione. Secondo l’Ivass sarebbero circa 13mila gli assicurati con polizze Rc auto gratuite nel 2014 che hanno avuto problemi o potrebbero trovarsi di fronte ad “alcune criticità”. “In pratica - spiega Elena Bellizzi, Capo del servizio tutela del consumatore Ivass - possono avere un ‘buco’ nella storia assicurativa, passando da una classe più bassa a una più alta, con una spesa superiore per l’Rc auto, o trovarsi a non poter usufruire della Bersani che permette di beneficiare della classe di merito più bassa del familiare”.

L’Ivass propone due ordini di soluzioni: “La prima per chi ha ancora in essere una Rc auto gratuita – spiega Bellizzi -. In questo caso il consumatore ha diritto a un attestato di rischio normale, classico, in cui ci deve essere la sua sinistrosità, comprensiva di tutto. Se invece la polizza gratuita è già giunta a scadenza, poniamo due o tre mesi fa, ed è andato da un altro assicuratore che gli ha chiesto un maggior premio, ha diritto ad avere l’attestato di rischio da chi gli ha dato la polizza gratuita, farsi correggere la posizione dal nuovo assicuratore e richiedere indietro i soldi pagati”. La prossima settimana IVASS promuoverà un confronto su tali soluzioni, coinvolgendo le associazioni di imprese, consumatori e intermediari, in modo da intervenire in tempi brevi a tutela degli assicurati coinvolti.