Ritorniamo a parlare di assicurazioni e del perché queste siano molto care. Prendiamo spunto per riaprire il discorso dalla pubblicazione del Rapporto 2012-2013 dell’ANIA (Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici) dal quale esce un quadro davvero sconcertante della situazione italiana e quanto mai preoccupante, una vera e propria piaga sociale con costi molto elevati per tutti noi.

Il dato incredibile e che apre scenari sui quali, a mio parere, la magistratura dovrebbe indagare è che in questo momento sono pendenti davanti ai Giudici di Pace oltre 240.000 (si ho scritto giusto, duecentoquarantamila) cause civili relative ai soli incidenti stradali. Di queste ben 150.000 sono in Campania con il capoluogo Napoli che ne deve gestire la bellezza di 108.000. Le rimanenti se le dividono la Puglia con 26.000, la Sicilia con 18.000 e la Calabria con 10.000. In pratica quattro regioni totalizzano il 75 %, con Napoli da sola al 61%, lasciando alle altre le 23.000 cause restanti.

Che ci sia qualcosa che non va è del tutto evidente e la sproporzione in queste aree è più che sospetta. La causa principale sta nelle continue truffe tentate ai danni delle compagnie assicuratrici, e nei finti incidenti creati a tavolino perché non è possibile che tutto quello che viene denunciato sia vero. E non può esserlo se rapportato a quanto succede nel resto del paese.

Questo penalizza inevitabilmente solo gli automobilisti onesti (che sono tanti e vittime della situazione) che si ritrovano delle polizze RC Auto arrivate a prezzi insostenibili perché i costi di queste “operazioni” vengono semplicemente scaricati sull’intera collettività.
Siamo davanti ad una nuova “questione meridionale”, e sia chiaro che non vogliamo criminalizzare le zone segnalate e che è vietato fare di “ogni erba un fascio” ma ribadisco per colpa di molti furbi, o meglio disonesti, le conseguenze le pagano gli onesti.

Le assicurazioni da parte loro hanno delle responsabilità gravi e fanno semplicemente i loro interessi, vedi i tempi di rimborso mai chiari e il costo delle pratiche amministrative richieste dalle procedure conseguenti ad ogni pratica burocratica; hanno però anche la responsabilità di smascherare e denunciare la situazione per cercare di ritornare alla normalità. Le truffe ci sono sempre state, lo dichiara anche l’Ania e si sono sempre state tentate, ma adesso il livello è diventato scandaloso e insopportabile moralmente ed economicamente.

Che qualcosa non funzioni lo si vede dalla percentuale di sinistri che presentano feriti e danni alle persone che nelle regioni in oggetto arriva anche al 40% quasi il doppio della media nazionale (22,4%).
In pratica il risarcimento viene visto come un ammortizzatore sociale per il quale vale la pena tentare il colpo per le inefficienze del sistema giuridico.
Uno stato di cose che non sarebbe, infatti, possibile senza la più completa “collaborazione” di molte parti in causa, perché per montare un incedente fasullo o aggravarne gli effetti, bisogna avere un insieme di situazioni compiacenti a tutti i livelli, medici, avvocati, giudici, periti, forze dell’ordine e anche Compagnie.

Un’altra evidente anomalia è legata al dato relativo agli avvocati, perché per ogni causa davanti al Tribunale ne serve uno. In Europa la media di legali ogni 100.000 abitanti è di 127. In Italia si arriva a 406 e in Campania si tocca 652 battuta solo dalla Calabria che ne ha 664.
Logico che dove il numero sia più alto, sia maggiore la litigiosità tra le persone e di conseguenza i Tribunali si intasino di procedimenti. Anche in questo caso tra i tanti ottimi professionisti c’è qualcuno che per campare si industria a trasformare in cause legali ogni minimo incidente o danno. Veri o falsi che siano.

LINK UTILI

Shell lascia il mercato italiano. Chi sarà l’acquirente?

Aumento assicurazioni Rc auto: all’Italia il bollino nero d’Europa