Il tema delle assicurazioni e della RC Auto è tornato prepotentemente d’attualità in questi giorni sulla base di una serie di notizie non proprio tranquillizzanti.

La prima è che attualmente circolano sulle nostre strade almeno 4 milioni di veicoli non coperte da assicurazione quindi senza “tagliando” o, come è probabilissimo, con tagliando falso.
Fatti un po’ di conti si tratta praticamente di un veicolo su otto considerando l’intero parco circolante.
Una frode dilagante non soltanto tra le auto” ha dichiarato il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani che da tempo ha segnalato la situazione e ha chiesto alle autorità competenti di intervenire. Un malcostume che colpisce tutte le tipologie di mezzi e, sempre secondo l’Aci, quantificabile nel 9% tra automobilisti, 17% dei conducenti di furgoni, 15% di motociclisti. Dati più bassi nei mezzi pesanti dove, grazie a controlli più frequenti, soprattutto da parte della Polstrada, si scende al 2%.

Questo, oltre che un reato, è pericolo per tutti perché chiaramente chi viaggia in queste condizioni in caso di incidente si guarderà bene dal fermarsi e dal soccorrere preferendo scappare per cercare di farla franca e non subire aggravi di sanzioni. Le cronache raccontano purtroppo che questi misfatti sono in continua crescita.
Per alleviare in parte i danni almeno economici di queste situazioni interviene il “Fondo di solidarietà per le vittime della strada” creato dall’ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) ma alla fine sono costi che vengono ridistribuiti sulle polizze stipulate dagli automobilisti onesti che si trovano così a pagare delle cifre ormai altissime. Una cosa inaccettabile perché l’assicurazione auto è la principale spesa fissa per la gestione dell’auto quantificata in 740 euro (secondo Aci) e 525 (secondo ANIA), arrivando ad incidere per il 21% del totale annuo (valutato in 3500 euro).

Basterebbe debellare questa piaga per realizzare le condizioni di ridurre di almeno il 40% la RC cosa che servirebbe anche alla ripresa dell’intero comparto in crisi strutturale ormai da tempo.
Pensiamo a quante polemiche si stanno facendo sull’eventuale taglio dell’Imu e quanto questa ha inciso su ogni famiglia italiana per vedere come un abbattimento dell’assicurazione potrebbe rappresentare un aiuto concreto.
Perché si può anche risparmiare sul carburante magari riducendo l’uso quotidiano, migliorando lo stile di guida o lasciando ferma la macchina, ma la RC è una spesa indipendente dai chilometri che si percorrono. o dal tempo che passo al suo interno.

I mezzi per contrastare questo illecito ci sono e alcuni sono già disponibili praticamente a costo zero per lo Stato. Basterebbe confrontare le informazioni dei passaggi delle vetture che entrano nelle Zone a Traffico Limitato attraverso i varchi elettronici e controllare se per ogni targa corrisponde una polizza. Una volta scoperto l’evasore si potrebbe intervenire con sanzioni severe per riportare la situazione alla normalità con vantaggi per la comunità. Un intervento del genere costituirebbe già un bel campione su cui lavorare.

Al resto dovrebbero pensarci le verifiche, francamente molto scarse e di difficile attuazione, sul territorio da parte delle forze dell’ordine . Ci sono infatti da affrontare anche dei problemi di privacy e tutti quelli che la solita burocrazia frappone ai cambiamenti.
Un abbattimento dei prezzi si potrebbe ottenere, ma anche in questo caso con le problematiche già esposte, con l’installazione della “scatola nera” a bordo che, tra l’altro, non convince proprio sulla gestione dei dati raccolti e sul relativo utilizzo in caso di sinistro.

Qualcosa comunque pare che si stia muovendo con la collaborazione in atto tra ISVASS (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni) e Antitrust dalla quale si ipotizza si possano recuperare i due miliardi di euro che in questo momento sono scaricati dalle Compagnie su tutti noi. A patto che servano ad alleggerire i premi e non ad appesantire i portafogli delle Compagnie assicuratrici.

photo credit: Thundershead via photopin cc