Alcuni produttori del settore dell’automobilismo di origine tedesca sono stati accusati dal portavoce dell’autorità di vigilanza, Kay Weidner, di aver creato una sorta di cartello per fissare entro un certo range i prezzi dell’acciaio per avere dei continui benefici.

Le aziende in questione sarebbero, secondo alcune fonti, ben sei e sono BMW, Daimler, Volkswagen, Bosch e ZF Friedrichshafen, tutte indagate per aver violato la legge antitrust e per aver violato le regole che impediscono la creazioni di cartelli, questo secondo il Bloomberg, giornale di informazione.

La notizia era già filtrata qualche mese fa ma non vi era stato nessun commento da parte delle autorità e nessuna smentita da parte delle aziende citate che farebbe parte di questo cartello che avrebbe fissato i prezzi dell’acciaio. Le sei aziende sotto accusa sono tutte leader nel settore dell’automotive.

Creare cartelli e violare la legge antitrust, ossia la legge che vieta la creazione di monopoli, è un reato in Germania, e non solo, e Kay Weidner, portavoce dell’autorità di vigilanza tedesca, ha rivelato che sono ben sei le società che sarebbero coinvolte ma non ha fatto alcun nome.

Sono state le stesse aziende, BMW, Daimler, Volkswagen, Robert Bosch e ZF Friedrichshafen, hanno subito perquisizioni e lo hanno confermato, affermando di essere a disposizione per collaborare con l’Antitrust.