Andrea Stella è ingegnere di Formula 1, un mestiere che avrebbe voluto fare fin da piccolo. Più precisamente il 42enne di Orvieto è ingegnere di pista di Fernando Alonso. Il portale Skuola.net lo ha intervistato per parlare della sua storia e per dare qualche consiglio ai tantissimi giovani che tra poco più di un mese dovranno fare i conti con i test d’ingresso per accedere alle università dei loro sogni.

Nel momento in cui ha dovuto scegliere l’università è stato indeciso come tutti i neo diplomati, ma poi in lui ha prevalso la passione per l’automobilismo sportivo che coltivava da bambino. La scelta è ricaduta su Ingegneria aerospaziale, disciplina che ha molti elementi in comune con la Formula 1: “Leggendo i curriculum di chi lavorava in F1, ho visto che provenivano da Ingegneria aerospaziale, ma ho dovuto comunque continuare a studiare molto quando ho iniziato a lavorare e continuo ancora”.

Se i momenti difficili si affrontano con coraggio e impegno, nel mondo del lavoro si può arrivare esattamente a dove si progettava da bambini ma ”bisogna riflettere molto sul metodo personale, non solo sul contenuto degli studi. Alla lunga il metodo diventa più importante del contenuto stesso”. Andrea può dire di aver realizzato il suo sogno e il momento più bello è stato avere la fortuna e l’onore di rappresentare la Ferrari sul podio dopo la vittoria a Valencia. Ma guai a dipingerlo come un giovane che ce l’ha fatta: ”E’ importante sapere ciò che si è riusciti a fare nella propria vita e ciò che si è, i punti di forza e quelli deboli, ma si è in declino se si pensa di avercela fatta. Si deve cercare di migliorare ogni giorno”.

Per Stella la Formula 1 è soprattutto un lavoro di squadra: “Il pilota è il protagonista, ma sa che da solo può fare poco, può fare la differenza, ma mai da solo. In un team lavorano 800 o 900 persone per progettare, costruire, mettere a punto e gestire in pista la vettura. E’ un vero sport di squadra. Basta che un anello sia debole perché si manchi l’obiettivo e tutti devono essere robusti abbastanza”. Infine un consiglio a tutti i ragazzi: seguire i propri sogni e le proprie passioni, motore di energia fondamentale. E non dimenticarsi mai di avere coraggio, iniziativa e preparazione. “Quando capita l’occasione bisogna essere preparati, bisogna creare le condizioni perché le cose succedano, e non vale solo per la Formula 1 ma per qualsiasi altro sogno”.

Qui l’intervista completa

Paolo Sperati su @Twitter @Facebook

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