Andrea Nucita è uno dei piloti più promettenti nel panorama rallistico italiano. Il 24enne di Santa Teresa di Riva, cittadina del messinese, partecipa al CIR con una Peugeot 207 S2000 dell’ennese LB Tecnorally per i colori della Scuderia Phoenix. Partito dal Peugeot Competition è arrivato in pochissimi anni nell’Olimpo del rally nazionale. A Sanremo (QUI IL REPORT) ha conquistato una prestigiosa piazza d’onore e punti pesanti per la casa del Leone nel campionato costruttori. Lo scorso anno è arrivato il titolo di Campione Italiano Rally Produzione dopo il successo nel tricolore Junior del 2012. Da lì il passaggio obbligato alla massima serie tricolore con cui sta dando paga a diversi piloti più blasonati di lui. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Andrea, a tre settimane dal prossimo Rally Targa Florio.

A Sanremo è arrivato un grande e inatteso secondo posto. Chi è l’artefice di questo risultato?
“Penso che la Peugeot 207 Super 2000 abbia buona parte del merito. Fin dall’inizio la macchina mi ha trasmetto un ottimo feeling, certamente questo fattore conta molto per arrivare a risultati in tempi brevi. Il fatto di essere stato fin da subito così competitivo significa che stiamo lavorando nel verso giusto con LB Tecnorally e con Pirelli. Da lì comunque a capire tutti i limiti della vettura ce ne vuole. Basti pensare che ho fatto solo 180 km prima del Rally di Sanremo. Per conoscere la macchina totalmente serve tempo. Di certo se vai forte fin da subito significa che hai un buon team e buone gomme”.

Nonostante la giovane età, hai già collezionato diversi trofei: il primo nel Peugeot Competition del 2009. Quanto è stato importante nel tuo percorso?
“Ho iniziato con la Peugeot 106 e ho vinto il mio primo titolo con loro (il Peugeot Competition del 2009, ndr). E il primo campionato è un po’ come il primo amore. Se ci penso, tutti i veri piloti sono usciti da lì: Sebastian Loeb ha iniziato con una 106 e lo stesso hanno fatto tanti alri. Il marchio ti fa pensare ai grandi campioni di oggi e di ieri. Da giovane guardi ai miti del rallismo che hanno corso per Peugeot e il fatto che una casa sia sempre stata presente nel motorsprt è certamente un valore aggiunto. Ricordo ancora la bella premiazione di allora: quando ho vinto accanto a me c’era Paolo Andreucci ed è stato gratificante, avevo 19 anni sentirsi considerato come un vero pilota”.

Certamente ti stai facendo notare nell’ambiente. Sogni in tempi brevi un volante da ufficiale o preferisci fare un passo alla volta?
“Nella mia vita ho sempre cercato di fare tutto avendo degli obiettivi e lo stesso faccio nello sport. Nel 2011 volevamo vincere il campionato Junior e lo abbiamo perso per un solo punto all’ultima gara per la rottura del motore. Allora nel 2012 ci siamo ripresentati al via e stavolta abbiamo vinto con grande soddisfazione. Lo scorso anno oltre al tricolore produzione è arrivata anche la Coppa Csai tra gli equipaggi indipendenti. Siamo allora passati alle quattro ruote motrici e abbiamo scelto la macchina che ha dimostrato di essere vincente. Purtroppo non sono miliardario, ma corro grazie ai tanti sacrifici della mia famiglia e di tutti coloro che credono in me. Sappiamo che ci stiamo misurando con i migliori piloti e con le case ufficiali. L’obiettivi è fare chilometri, esperienza e migliorare: abbiamo la testa per farlo. Speriamo di farlo capire a tutti e in futuro di trovare un posto da ufficiale per fare del rally una professione a tutti gli effetti”.

Il prossimo appuntamento sarà il Rally Targa Florio, la gara più antica del mondo. Pilota, navigatore (Giuseppe Princiotto, ndr) e team siciliano nell’attesa gara di casa (tra virgolette perché Nucita abita a 250 km da Palermo). Sentirete una maggiore pressione?
“Prepariamo tutte le gare allo stesso modo, con la stessa tranquillità mentale e in un campionato così tirato non possiamo permetterci di fare diversamente. Il fattore pubblico sarà sicuramente una marcia in più. Io sono fortunato perchè tanta gente ha creduto in me e sono in molti a venirci a sostenere. I tifosi fanno sentire la loro vicinanza anche tramite i social network. Certo questa è una delle gare del CIR che ho fatto meno volte ed è una corsa difficile, atipica, con fondi scivolosi e molto veloci. Per me, dovendo ancora conoscere bene la vettura, sarà ancora più complicata. Una gara da scoprire a tutti gli effetti in cui bisognerà rimanere sempre concentrati e non fare errori”.

In attesa che arrivi la Peugeot 208T16 per puntare ancora più in alto.

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