Almeno cinquemila persone che hanno dato l’ultimo saluto ad Andrea Antonelli, scomparso tragicamente domenica sul circuito di Mosca. L’arrivo della bara bianca fasciata dalla bandiera del fan club è stata salutata dal rombo delle moto e da un lunghissimo e commovente applauso. A fianco dell’altare la moto, il casco e una tuta dello sfortunato 25enne di Castiglione del Lago. Il team GoEleven, che preparava la Kawasaki ZX-6 del pilota umbro, ha speso parole dolci per l’intera famiglia di Andrea: oltre a papà Arnaldo, mamma Rossella e il fratello minore Luca. Tutti con addosso la maglietta bianca del fan club creata per ricordare il povero Andrea e indossata da una larga fetta delle persone presenti.

Prima che la salma venisse tumulata, papà Arnaldo ha pronunciato un discorso: «Oggi Andrea mi avrebbe detto: ‘Pà, ma che è tutta ’sta gente?’ Tranquillo figlio mio, adesso gareggi in cielo e avrai la stessa moto di tutti gli altri. Mi vedete, non piango neanche più e vi dico grazie per essere venuti. Questa mi sembra una festa per lui, con tanta gente accorsa a Sanfatucchio come per vedere una gara. La tragedia per me e per tutti noi inizierà da dopodomani quando ci renderemo davvero conto di averti perso per sempre. Voglio ringraziare chi ci è stato vicino e chi ha voluto partecipare, sapendo che Andrea nella sua pur breve vita ci ha insegnato tanto, riservandoci vere emozioni”.

Il pensiero va poi a Simoncelli, morto due anni fa per un incidente simile: Nella gara eterna Andrea vincerà e a lui chiediamo di salutarci il Sic, perché anche Marco era un suo idolo e spero che ora insieme torneranno a fare ciò che più hanno amato, sfidandosi in sella alle loro moto”. E a Lorenzo Zanetti, il collega di Andrea che incolpevolmente travolto con la sua moto: “Ora hai un tifoso in più, Andrea vorrebbe così. Ti seguirò e farò il tifo per te ora che mio figlio non c’è più”. Un comportamento ammirevole ed esemplare anche con gli uomini della Dorna nonostante le polemiche seguite intorno alla forse evitabile partenza della gara: “Io non ho niente contro nessuno. Neanche contro gli organizzatori Superbike che sono stati gentilissimi”.

Commovente anche la lettera degli zii: “Il tuo numero 8 se lo leggi in orizzontale significa infinito. Volevi salire in alto ma un destino assurdo ti ha portato troppo in alto. Fai bei sogni, Andrea”. Il pilota aretino Luca Scassa, sul suo profilo facebook, lo ha voluto ricordare così: “Credo che, dopo la tua “festa”, adesso sia giunta l’ora di smettere di piangere e di prendere spunto dai tuoi esempi di semplicità, forza e determinazione per vivere meglio, ognuno di noi. Basta lacrime e gas aperto, anche per te. Ciao pilota, mi manchi”. Con un video a questo link. 

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Il ricordo del Team

Qui il tragico video dell’incidente