L’Anas Toscana, l’azienda che gestisce la rete stradale della regione, è stata scoperta dai magistrati di Firenze, all’interno dell’inchiesta “Strade d’oro”, essere protagonista di un illecito giro di mazzette, pari al 5% dell’importo dei lavori.

Sono state ventiquattro le persone iscritte al registro degli indagati per maxi truffa. Il giro d’affari era ben collaudato e portava mazzette ai corrispondenti dei lavori sulle strade della regione Toscana. Tra le persone indagate ci sono il capo del dipartimento di Anas Toscana, il capo servizio amministrativo, un funzionario e un imprenditore, messi immediatamente agli arresti domiciliari. Il reato contestato è quello della corruzione.

Gli appalti, secondo i magistrati, sarebbero stati aggiudicati sfruttando le continue emergenze ambientali e calamità naturali a cui la regione Toscana è stata sottomessa in questi ultimi anni. Lo stesso procuratore Giuseppe Creazzo, durante la conferenza stampa, ha spiegato come i malfattori abbiano creato il giro illecito.

Giuseppe Creazzo ha dichiarato che la truffa è stata messa in atto da un “sistema che ha comportato danni per la collettività per molte decine di migliaia di euro – e ha continuato parlando delle intercettazioni – “sono uno strumento indispensabile. Chi non vuole scoprire reati di mafia o corruzione in Italia deve togliere le intercettazioni”.

Gli appalti su cui sta indagando la magistratura di Firenze sono: lavori sulla strada Tosco-Romagnola; uno in provincia di Prato e uno in provincia di Massa Carrara per la manutenzione straordinaria di una strada. Creazzo conclude parlando dell’imprenditore indagato: “agiva, per sua stessa ammissione, fornendo il pacchetto completo. Faceva pure i sopralluoghi. Negli uffici dell’Anas era di casa, arrivava a predisporre anche le documentazioni, bando e altro”.