A Singapore si è assistita a una scena da F1 d’altri tempi: Fernando Alonso  in versione tassista e Mark Webber in versione passeggero rimasto a piedi con la sua Red Bull (foto by InfoPhoto). Se ne è guardato bene Sebastian Vettel di dare un passaggio al suo compagno di squadra. Un gesto di fair-play su cui i commissari non hanno chiuso nemmeno un occhio visto che è stata assegnata una reprimenda ad entrambi i piloti e dieci posizioni di penalità a Webber per il GP di Corea (terza sanzione per il pilota australiano).

I provvedimenti adottati dalla Federazione internazionale, secondo Autosport.com, non sono direttamente legati al passaggio offerto da Alonso ma dipendono dalle ‘premesse’ dell’autostop. Il pilota australiano è tornato ai box senza l’autorizzazione dei commissari ma la condotta del ferrarista non è apparsa in linea con l’articolo 30.13 del regolamento sportivo, norma che vieta di guidare in maniera lenta senza giustificazioni, con traiettoria irregolare o in maniera potenzialmente pericolosa per altri piloti.

Ma Alonso non poteva non ricambiare il passaggio che Webber gli aveva offerto nel 2011 durante il GP di Germania. In quell’occasione non ci furuno penalità per i piloti. Misteri di una FIA attenta alle reprimende più attente, come quella comminata ad Alonso, reo di aver portato la bandiera spagnola nell’abitacolo nel giro d’onore del GP di Spagna.

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