Adesso che un nuovo anno sta per iniziare, ora che la bufera del 2014 è passata e che alla Ferrari stanno facendo i salti mortali per ritrovare la forma dei giorni migliori, ecco che trapelano alcune indiscrezioni sull’addio di Fernando Alonso, ed è il suo manager a spiegare ai colleghi della Gazzetta dello Sport cosa è accaduto prima dell’inevitabile divorzio.

Sostanzialmente, dopo una serie di anni difficili, e soprattutto il terribile 2010, con un mondiale perso all’ultima gara “quando bastava lasciare in pista Fernando per vincerlo” – secondo Briatore – Alonso è stato libero di lasciare la Ferrari in seguito ad un patto tra gentiluomini con Montezemolo. Ovvero, se la macchina del 2014 fosse stata poco competitiva, il pilota spagnolo sarebbe stato libero di andarsene.

Dopo tutto, Alonso era stanco di sentirsi dire: “vedrai la prossima macchina sarà vincente”. E poi ancora, a rincarare la dose, Briatore in uno dei virgolettati riportati dal sito della Gazzetta spiega: “la Ferrari deve puntare sui numeri 1 e non sui numeri 25”!. Chiaramente, si riferisce ai progettisti che per la prossima stagione sono stati invitati a farsi da parte.

Ma non è tutto, oltre a quest’aspetto ci sarebbe anche un’altra vicenda ad aver contribuito al malcontento del fenomeno di Oviedo: il mancato sfruttamento del veto da parte della Ferrari per bloccare l’avvento della tecnologia ibrida. “Il problema del 2013 era chiaro e riguardava l’aerodinamica, mentre come motore eravamo lì, insieme alla concorrenza. Così si rischiava di fare un salto nel buio anche dal punto di vista del motore”.

Insomma, un Briatore pungente più che mai, che difende la scelta del suo pupillo in procinto di indossare, nuovamente, i colori McLaren. Una squadra dove ritroverà Button per riformare una coppia già vista in passato e presumibilmente poco incline allo scontro. Insomma tutta un’altra storia rispetto a 2007 quando lo spagnolo si ritrovò un compagno di squadra scomodo come Hamilton.