Fino ad ora l’abbiamo vista esclusivamente con il propulsore più potente, il V6 biturbo da ben 510 CV, parliamo dell’Alfa Romeo Giulia, che adesso viene arricchita anche con nuove motorizzazioni, destinate ad un utilizzo meno estremo.

Dopo tutto, la nuova berlina del Biscione è destinata a grandi numeri e quelli non è possibile farli solamente con una versione che ha una cavalleria da fare invidia a molte supercar. Così ecco che arrivano nuovi propulsori sia benzina che diesel.

Iniziamo con il quattro cilindri alimentato a benzina verde, denominato 2.0 turbo MultiAir, capace di erogare una potenza di 280 CV, affidati alla trazione posteriore o integrale. Un motore sportivo che consente alla Giulia di scattare da 0 a 96 km/h in 5,5 secondi e che garantisce prestazioni brillanti, seppur meno estreme, rispetto a quelle della sorella griffata con il Quadrifoglio Verde.

Buone notizie anche per i macinatori di chilometri, quelli che percorrono l’autostrada per tutto il giorno o che, semplicemente, si muovono spesso in auto anche nel tempo libero. Ebbene, per loro arrivano i turbodiesel a quattro ed a sei cilindri.

Quelli a quattro cilindri sono di 2,2 litri con 3 diversi livelli di potenza: si va dall’unità più tranquilla, da 135 CV, fino ad arrivare a quella più sportiva da 210 CV, passando per il 2,2 diesel da 180 CV. Chiaramente, al vertice della gamma a gasolio, troviamo una vecchia conoscenza del Gruppo FCA, ovvero il V6 3.0 biturbo, realizzato con la collaborazione della VM di Cento, che, grazie ad una nuova testata a quattro valvole per cilindro, è in grado di erogare ben 340 cavalli.

Insomma, la famiglia dei propulsori destinati alla nuova Giulia cresce, e questo aumenta, di conseguenza, l’attesa per questo modello così importante per il futuro del Brand Alfa Romeo. Aspettiamo che venga definito il debutto sul mercato ed un listino ufficiale.