Tanto attesa, tanto anticipata, tanto esclusiva: 3.500 vetture all’anno e una versione speciale a tiratura limitata da 1.000 esemplari (di cui 400 in Europa), la Launch Edition da 60.000 euro. Il momento in cui l’Alfa Romeo 4C è stata rivelata al salone di Ginevra ha visto un affollamento di persone inferiore forse solo a quello riservato alla nuova Ferrari.

Il nome evoca ricordi lontani e nomi gloriosi (8C e 6C, Tazio Nuvolari, Mille Miglia, Le Mans), ma la sostanza è assolutamente moderna e di alto livello. La 4C ha molto in comune con la 8C Competizione del 2007, come la monoscocca tutta in fibra di carbonio, il motore interamente in alluminio e la trazione posteriore. Monta un motore collocato in posizione centrale, frazionato a 4 cilindri, 1.750 centimetri cubici di volume, turbo, alimentato a benzina. Dispone di iniezione diretta e doppio variatore di fase continuo. Il sistema di controllo della sovralimentazione, denominato scavenging (spolpare, in inglese, nel senso degli animali sulle carcasse), elimina il ritardo di risposta tipico dei turbo. Il risultato è una coppia massima di 350 Newton metri, di cui l’80% è disponibile già a 1.700 giri. La potenza massima erogata è di 240 cavalli. Considerando che parliamo di una vettura dal peso di soli 895 Kg a secco, si spiegano i 4,5 secondi per accelerare da 0 a 100 Km/h e gli oltre 250 Km/h di velocità massima.

Il cambio adottato è l’Alfa TCT, automatico a doppia frizione a secco, comandabile anche in modalità sequenziale con le levette dietro al volante. Rispetto a quello montato su Giulietta e MiTo, il software di controllo per la 4C è ottimizzato per offrire la massima accelerazione.

Le sospensioni anteriori seguono lo schema a triangoli sovrapposti, mentre quelle posteriori sono un’evoluzione del McPherson. La distribuzione dei pesi è del 60% sull’asse posteriore. Le ruote hanno larghezza differenziata tra gli assi: a scelta da 17 pollici all’anteriore e 18 al posteriore oppure 18 e 19. Tutti gli elementi per mantenere la leggendaria tenuta di strada Alfa Romeo. Inoltre lo sterzo non è servoassistito, per mantenere un adeguato carico al volante su una vettura molto leggera.

L’impianto frenante consiste di quattro dischi forati autoventilanti abbinati a pinze Brembo in alluminio a quattro pistoncini sull’anteriore. L’assetto generale è selezionabile in quattro modalità, attraverso il sistema Alfa Dna; la 4C ha in più il modo race, che esclude i controlli elettronici di stabilità e antipattinamento.