La notizia che speravamo di non dover mai dare. Alessia Polita, a causa delle gravi lesioni subite al midollo spinale, resterà paralizzata. In attesa di un bollettino medico ufficiale, arrivano purtroppo conferme indirette dal tweet del fratello Alex (Alessia si è già svegliata! È un toro! Parla ed è cosciente. Mi ha fatto promettere una cosa che dovró fare: ‘Siamo “pronti” anche per questa sfida’!), da papà Giancarlo e dal Presidente FMI Paolo Sesti che “esprime la sua vicinanza, con un caloroso abbraccio di sostegno, ad Alessia e a tutta la famiglia Polita in questo momento così difficile”.

Dato il polverone che si è sollevato, è bene chiarire quanto detto nel post precedente. Ci sono un paio di cose da precisare: la Gazzetta ha pubblicato ieri mattina la notizia e molti altri siti l’hanno ripresa in massa senza curarsi delle condizioni della pilota jesina. Nessuno ha messo in discussione l’autorevolezza della fonte e del suo inviato che, da grande esperto di SBK, era quasi scontato diffondesse una notizia vera e verificata. Ma il quotidiano sportivo più autorevole del Paese dovrebbe farsi un piccolo esame di coscienza: in segno di rispetto verso le persone e in situazioni come queste, quando in ballo c’è il futuro di una giovane vita, sarebbe più etico, corretto e umano attendere un bollettino medico ufficiale.

A questo si unisce anche un discorso di convenienza in merito al “dare o meno” la notizia, che durerebbe all’infinito. E se qualcuno pensa che questa fosse una critica mirata al giornalista o alla Rosa si sbaglia di grosso. La premura di Leonardo.it era informare delle condizioni di Alessia, darle un supporto in questo momento difficile e far capire ai lettori che a tutto c’è un limite. L’articolo 10 del Codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica ci ricorda che:

1. Il giornalista, nel far riferimento allo stato di salute di una determinata persona, identificata o identificabile, ne rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza e al decoro personale, specie nei casi di malattie gravi o terminali, e si astiene dal pubblicare dati analitici di interesse strettamente clinico.
2. La pubblicazione è ammessa nell’ambito del perseguimento dell’essenzialità dell’informazione e sempre nel rispetto della dignità della persona se questa riveste una posizione di particolare rilevanza sociale o pubblica.

Perchè altrimenti tutto si trasforma in una becera caccia alla notizia. Forse ci sono altre cose. Forse.

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook

LINK UTILI:

Incidente per Alessia a Misano: è gravissima.

Silenzio e rispetto, questi sconosciuti.