Leggere i post di Alessia Polita provoca sempre una forte emozione. Perchè è schietta, genuina, vera e trasmette una grande passione per le moto, forse contagia anche le persone che non ce l’hanno ancora. Da quel maledetto giorno a Misano la sua vita è diventata una sfida quotidiana: difficile da vincere ma impossibile da non accettare e troppo importante da non essere portata avanti. Soprattutto per chi ha uno spirito da combattente come la giovane jesina.

I momenti di debolezza ci sono per tutti figurarsi per lei che spesso decide di farli conoscere. Si potrebbe scrivere più spesso di una nuova moto fiammante o di una nuova modella fiammante intenta a sedurci con un sexy bike washing. Invece scegliamo di scrivere di Alessia perchè la sua storia coinvolge, la sua umanità colpisce. Giorno dopo giorno. Ha una capacità di condividere con tutti i suoi pensieri, le sue gioie, i suoi dolori. “A piccoli sorsi vi sto aprendo il mio cuore. Mi avete seguito per tutto questo tempo e meritate di sapere tutte le verità anche le debolezze” scrive su Facebook. Nel suo ultimo post descrive con molta ironia il fatto che non è (mi piace usare il presente) una sportiva da prendere come esempio per le sue bislacche abitudini alimentari nonostante le ramanzine del fratello Alex. Le manca andare in moto e ripercorrere le curve più suggestive dei più belli circuiti d’Europa, da Brands Hatch a Brno.

L’ultima parte è toccante e dà una dimensione di Alessia: “Mi sembra sia già passato un secolo da quando mi sono schierata l ultima volta in griglia di partenza…. Sembra un secolo davvero. È vero non sono questi i problemi della vita, ora la mia realtà ha diverse priorità, il problema è che mi scorre ancora il sangue da pilota e faccio fatica a stare seduta e guardare … Ma oggi io posso ringraziare mio babbo per avermi sostenuto in questi meravigliosi 12 anni…. I migliori della mia vita… Dove ho conosciuto persone meravigliose, ho costruito la mia passione è trovato una meravigliosa persona al mio fianco…. Ho avuto la possibilità di trasmettere la mia passione ai miei allievi sia quelli più piccoli sia quelli più grandi…. Un giorno chissà se avrò mai un figlio o una figlia, sarei felice se riuscisse ad amare uno sport così tanto come l’ho amato io… Per me sarebbe un gran successo! Che meravigliosa vita ho avuto IO … Grazie babbo! Mi dispiace che i nostri sacrifici siano stati ripagati così!!!”. 

Lady Polita Onlus: la fondazione e la speranza che non si spegne

Paolo Sperati su @Twitter e @Facebook