Si è spento a Treviso all’età di 73 anni, Ivano Beggio, un uomo che è riuscito a scrivere pagine gloriose per le due ruote italiane. L’imprenditore è morto dopo aver lottato contro un male incurabile, ma sicuramente quello che ha fatto con Aprilia difficilmente verrà dimenticato. A Noale, vicino a Venezia, è stabilito il quartier generale di Aprilia, nel quale grazie a Beggio sono nati i vari Scarabeo, e RSV 1000, e dove si è provato a fare la guerra ai colossi giapponesi come Honda e Yamaha. Beggio era lontano dalle scene pubbliche dal 2004, data in cui aveva abbandonato il timone della sua creatura (venduta alla Piaggio), a seguito della crisi del mercato degli scooter e delle moto di piccola cilindrata e soprattutto dopo l’acquisizione di Aprilia di Moto Guzzi e Laverda.

Beggio ha sempre avuto una passione per le piccole moto, e aveva una chiara idea di cosa dovesse essere la sua creatura, l’Aprilia: una Casa che crea autonomamente il progetto, cura l’idea e lo sviluppo, ma affida molte parti del processo a terzi. Un ruolo fondamentale, però, doveva essere svolto dalle competizioni, perché sarebbero state un biglietto da visita imprescindibile e uno strumento di comunicazione efficace. Infatti dal 1977 iniziarono le partecipazioni alle gare, in primis fu il cross la disciplina delle Aprilia, poi successivamente si passò alla pista.

Ed è qui che Beggio ha tirato fuori il meglio di sé, perché l’imprenditore veneto è stato capace di scoprire i migliori talenti italiani degli ultimi venticinque anni di motomondiale: Valentino Rossi e Max Biaggi. Il Dottore ha vinto in 125 e in 250 grazie all’Aprilia, i primi due mondiali di una carriera che fino ad ora lo ha visto trionfare per 9 volte in tutte le varie categorie. Il Corsaro ha vinto tre mondiali 250 in sella alle moto di Noale, creando un legame con Aprilia che segnerà anche successivamente la carriera di Biaggi, che in Superbike vincerà per ben due volte il mondiale sulla RSV4.

Ma non sono soltanto questi due i talenti che Beggio ha portato alla vittoria con le sue moto, perché ci sono anche i vari: Loris Reggiani, Roberto Locatelli, Alex Gemignani, Marco Melandri, Manuel Poggiali e anche Jorge Lorenzo. In totale la Aprilia ha vinto 56 titoli mondiali nelle varie specialità motociclistiche, tra le categorie piloti e costruttori. Con i suoi 19 titoli costruttori complessivi, è la quarta di ogni tempo.

Proprio Max Biaggi ricorda Ivano Beggio con uno dei messaggi più sentiti: “Ivano Beggio è stato parte della mia vita sportiva, una specie di padre nel racing. Mi ha dato fiducia e una moto competitiva quando dopo l’europeo vinto sempre su Aprilia, ero poco più che un ragazzino. La sua fu una scelta coraggiosa ma anche intelligente. E sono questi due aspetti che ricordo con più chiarezza di Ivano Beggio, il saper mettere tanta passione a servizio delle sue capacità, così da trovare sempre, la forza e le energie per un passo in più. L’Aprilia vinse con me il primo mondiale nella 250 nel 1994 e all’epoca era una piccola azienda in confronto alle grandi multinazionali: onore al merito alla piccola industria che è riuscita a imporsi contro le grandi aziende. Ivano era una persona molto affabile, non ti faceva mai pesare il fatto che fosse il proprietario, era uno di noi, era una persona semplice con una grande passione e un gran sorriso”.