L’Aci ha inviato ai partiti politici la propria ricetta per risollevare il settore dell’automobile. Sono state elaborate dieci proposte il cui obiettivo è diminuire la spesa annuale delle famiglie di circa il 20% (700 euro a testa) senza gravare sul bilancio dello Stato. Attualmente la spesa annuale per l’auto ammonta a 3.500 euro per nucleo familiare. Ecco dunque la sintesi delle proposte.

Innanzitutto sostituire il codice della strada con un “codice dei conducenti”: 50 articoli chiari per definire i comportamenti stradali, e rinviare il resto ad un regolamento tecnico. Il codice attuale conta 245 articoli, oltre ad un regolamento di attuazione di 408 articoli.

Patente a livelli per guidare auto più potenti: istituire cioè una gradualità nel tempo che consenta ai giovani di prepararsi meglio; includere inoltre un obbligo di corsi di guida sicura per auto più potenti. Oggi muoiono circa 300 giovani all’anno per questi motivi.

Abolire il superbollo per le auto oltre i 185 Kw, che ha portato meno gettito del previsto e ha solo ucciso il mercato interno delle auto sportive, che oggi vengono immatricolate all’estero. Inoltre riformare la tassa di possesso, basandola sulle emissioni inquinanti.

Rimodulare le accise sui carburanti e sterilizzare l’Iva per compensare gli aumenti del petrolio. Riformare anche l’Rc Auto, per ridurne il costo del 40% (l’Aci presentò un progetto all’attuale Governo) e contrastare le frodi.

Sanzionare gli enti locali che non destinano alla sicurezza stradale il 50% dei proventi delle multe, come impone la legge. Servono migliori controlli; i proventi andrebbero infine esclusi dal patto di stabilità, perché non vanno destinati alle spese correnti.

Un testo unico per il trasporto pubblico locale, per eliminare contraddizioni, favorire la concorrenza ed eliminare inefficienze.

Creare un sistema d’infomobilità a livello locale, in modo da ridurre le congestioni del traffico, enormi fonti di spesa e inquinamento. Serve infine una cabina di regia della mobilità, che renda uniformi le decisioni delle amministrazioni locali.

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