Va a Tony Kanaan il successo nella celebre 500 miglia di Indianapolis. Il 38enne pilota brasiliano agguanta la prima vittoria sul famoso catino dell’Indiana – colmo di 400mila spettatori – a tre giri dalla fine. Decisivo l’ingresso della “pace car” a sette giri dal termine a causa dell’incidente di Rahal. Alla ripartenza Kanaan decide di tentare il tutto: “It’s gonna be all or nothing” annuncia via radio ai box.

Alle spalle di Ryan Hunter-Reay, campione Indycar in carica, il driver verdeoro lo svernicia senza tanti complimenti e mette in cassaforte la vittoria grazie all’uscita di scena di Dario Franchitti, che sbatte contro il muro innescando un’altra bandiera gialla che mette di fatto la parola fine sulla 500 miglia. Il “rookie” Munoz copia la manovra di Kanaan e conquista così la seconda piazza. Terzo Hunter Reay, quindi Michael Andretti, a lungo tra i primi tre.

Il sigillo di Kanaan è la ciliegina di una carriera ultradecennale nella Indycar trascorsa prevalentemente per il team di Andretti, stavolta sconfitto senza appello. A fare compagnia alla moglie Tony, Lauren, scoppiata in un pianto di gioia, anche Alex Zanardi e Max Papis, rivali negli anni scorsi ma amici fuori dalla pista.  Il campione bolognese aveva donato la sua medaglia d’oro a Kanaan come portafortuna. Dopo la vittoria, lui ha ricambiato regalandogli il casco.

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