Tredicesimo trionfo in quindici anni. Un record straordinario per Audi che cala un’altra doppietta alla 24 Ore di Le Mans, la gara automobilistica più importante del mondo. A dare il via alla 82esima edizione della corsa è stato Fernando Alonso: una gara entusiasmante e piena di colpi di scena che non hanno fermato la casa di Ingolstadt, sui gradini più alti del podio con le sue due R18 e-tron quattro rimaste in gara. Marcel Fassler, Andre Lotterer e Benoit Treluyer hanno conquistato il primo posto davanti all’auto gemella di Kristensen-Di Grassi-Gene.

Oltre che per Audi, l’appuntamento con il successo sul leggendario Circuit de la Sarthe sta diventando una tradizione anche per l’equipaggio vincitore visto che Fassler-Lotterer-Treluyer sono alla terza affermazioni nelle ultime quattro gare. E pensare che stavolta la casa di Inglostadt non partiva con i favori del pronostico e il sesto tempo in qualifica dei campioni in carica poteva far pensare a un cambio sull’albo d’oro della corsa ma Lotterer ha impiegato poco a riportare la R18 e-tron quattro Hybrid numero 2 nelle posizioni che contano, a caccia della Toyota TS040 Hybrid di Alex Wurz, Stephane Sarrazin e Kazuki Nakajima. La vettura della casa giapponese, la più potente dello schieramento, ha dominato la corsa fino alla 14esima ora quando un problema elettrico legato ai cablaggi ha costretto l’equipaggio alla resa.

Ma gli inconvenienti, in una gara come questa, sono sempre dietro l’angolo e farne le spese sono anche le due Audi: la rottura del turbo obbliga i campioni in carica a una sosta ai box molto lunga che li fa scendere al terzo posto, un destino che capita anche a Kristensen-Di Grassi-Gene e spiana la strada alla Porsche 919 Hybrid n. 20, sorprendentemente in testa alla classifica a circa tre ore e mezza dall’epilogo. Ma Lotterer, con una rimonta da incorniciare, riesce ad azzerare il gap di quasi due minuti e il sorpasso avviene nel pit stop a due ore dal termine anche se, a onor del vero, la casa di Stoccarda avrebbe chiesto ai suoi piloti di non forzare per problemi ai freni e nella gestione delle gomme (accorgimento che non basta visto che entrambe le vetture Porsche sono state costrette al ritiro).

La Toyota si “consola” con il terzo posto dell’equipaggio Buemi-Davidson-Lapierre anche se il dominio di 14 ore lascia l’amaro in bocca alla casa giapponese.