La 24 Ore di Le Mans 2016 rimarrà nella storia. La corsa più bella del mondo, infatti, riserva sempre sorprese. A volte amarissime. Come quella che ha beffato la Toyota TS-050, in testa per quasi 24 ore e a un soffio dalla sua prima vittoria sulla Sarthe dopo 18 tentativi. Invece, a pochi minuti dalla bandiera a scacchi, la vettura n.5 di Kazuki Nakajima procede lentissima a causa di un’improvvisa perdita di potenza. Il pilota nipponico ha provato a completare l’ultimo giro ma a tutta velocità è arrivato Neel Jani con la Porsche n.2 che firma il secondo successo di fila per la casa tedesca a Le Mans.

Purtroppo l’ultimo giro della vettura giapponese è stato così lento che l’auto è stata esclusa dall’ordine d’arrivo. La Toyota si consola con il secondo posto sul gradino del podio della vettura n.5 di Sarrazin, Convay e l’ex Formula 1 Kobayashi, che chiude staccata di tre giri. Terza piazza alla 24 Ore di Le Mans 2016 per l’Audi che piazza sul podio la vettura n.8 di Di Grassi, Duval e Jarvis, staccata di 12 giri: un podio che la casa dei Quattro Anelli centra dal 1998, l’anno del debutto sul celebre tracciato francese.

La 24 Ore di Le Mans 2016, terza prova del Mondiale Endurance, che ha avuto come starter d’eccezione Brad Pitt, grande appassionato di motori, ha visto nella categoria LMP2 il primo centro per la Signatech Alpine di Lapierre, Richelme e Menezes mentre nella categoria GTO Pro si registra il grande successo di Ford con la GT, nell’anno del rientro, ancora una volta a spese di Ferrari. La rossa si consola con il successo nella classe GTE della vettura numero 62 della Scuderia Corsa Ferrari che ha rifilato un giro a tutti.

Una menzione speciale la merita Frédéric Sausset: il pilota francese, nonostante la quadrupla amputazione, ha completato la 24 Ore di Le Mans 2016 nella classe LMP2 al volante di una SRT Morgan-Nissan.