Qualche giorno fa abbiamo avuto il piacere di guidare la Peugeot 208 GTi. Si tratta di una piccola belva, non lo scopriamo certo oggi. Rientra a pieno titolo, anzi ne è una delle esponenti più prestigiose, in quella categoria che gli americani chiamano “hot hatch”, abbreviazione di “hot hatchback”. In pratica significa “versione ad alte prestazioni di una berlina a due volumi”; a volte l’inglese è la lingua perfetta per indicare il dinamismo.

Nel corso degli anni i modelli spinti derivati da tranquille auto cittadine ormai sono proliferati in abbondanza. Al punto che per non fare troppa confusione è bene suddividerli per il segmento di mercato di appartenenza, B (carrozzerie compatte) o C (medie). Parliamo di una compatta, quindi. La Peugeot 208 GTi è la diretta discendente della mitica 205 GTI, sotto tutti i punti di vista. Un importante carattere ereditario è, appunto, il carattere. Come la 205, anche la 208 GTi è progettata per dare emozioni a prezzo ragionevole; il che non significa solo avere tanti cavalli in rapporto al peso ma anche, sarebbe più corretto dire soprattutto, un comportamento stradale studiato per regalare tanto divertimento a chi la guida. Però l’aria di famiglia finisce qui. Sono passati 32 anni, un’era geologica dal punto di vista del progresso tecnico.

Sono diverse anche le norme e le esigenze. La sicurezza, innanzitutto: la necessità di garantire un’adeguata protezione agli occupanti in caso di urto e avere buone capacità nel prevenire gli incidenti si riflette in un elevato aumento del peso, dovuto a scocche più complesse e numerosi equipaggiamenti per la sicurezza attiva. Se la 205 GTI 1.9 pesava a vuoto solo 875 Kg, la 208 GTi by Peugeot Sport, la declinazione più recente, arriva a 1.235 Kg, nonostante il motore abbia un volume minore, 1.6 centimetri cubici. Però l’evoluzione si fa sentire: la 205 1.9 da 130 cavalli aveva un rapporto peso/potenza di 6,7 Kg/Cv; la 208 da 208 cavalli è scesa a 5,9. In parole povere: va ancora più forte, fa sempre divertire ed è anche infinitamente più sicura (e più comoda).

Le prestazioni fanno la parte del… Leone, in tutti i sensi. I 208 cavalli di potenza massima erogati dal motore 1.6 turbo 16 valvole vengono raggiunti a 6.000 giri, mentre la coppia massima, cioè la maggiore spinta in accelerazione, si raggiunge a 3.000 giri e ha il valore di 300 Newton metri. Significa che quando tu schiacci forte il pedale dell’acceleratore, la macchina schiaccia forte te, contro il sedile. Altri numeri completano il quadro tecnico: l’accelerazione da 0 a 100 Km/h si ottiene in 6.6 secondi; la velocità massima, avendo una pista a disposizione, è di 230 Km/h. E’ un ottimo risultato: ricordiamoci che quest’auto costa 26.300 euro, per prestazioni tranquillamente da segmento superiore.

Tuttavia i numeri sono aridi. Ciò che conta sono le sensazioni. Già la 208 GTi “ordinaria”, ammesso che la si possa definire così, è bella scatenata. Ma la versione “by Peugeot Sport” raggiunge livelli supremi di raffinatezza. Leggiamo questa recensione: “Le accelerazioni sono brucianti, assecondate da un cambio più sportivo e più rapido, grazie ad una rapportatura specifica rispetto alla GTi. In curva il differenziale Torsen consente di tenere traiettorie ancora più strette e maggiore stabilità nelle staccate. Le staccate sono impressionati, alla pari dell’efficienza dell’impianto frenante … mi sembrava di essere su un’auto da corsa”.

Non lo diciamo noi. Sono parole di Paolo Andreucci. Uno che se ne intende.