Dopo essere stato accolto dal Ministro del lavoro nella serata del 21 dicembre scorso, Alessandro Pagano, coordinatore nazionale della cantieristica navale della Fiom, dichiara che “Il piano di ieri propone, anzi peggiora, quello precedentemente ritirato, prevedendo 1.243 esuberi e, non la chiusura, ma l’ufficializzazione del disimpegno industriale per i due cantieri di Castellammare e Sestri”. Per questi due stabilimenti, l’uno in Campania l’altro nel Comune di Genova, comincia un periodo di lunga instabilità ed incertezza. Il sindacalista commentando l’incontro col Ministro Elsa Fornero riferisce che “sono state proposte le stesse condizioni del piano precedente, anche con dei peggioramenti ribadendo “l’assoluta necessità di un impegno da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, anche perche si tratta di un’azienda pubblica, al cento per cento del Tesoro, che da sola copre quasi un intero settore produttivo“. Per sottolineare la delusione per le risposte, mancate, che i sindacati aspettavano dal governo, il segretario della Fiom, Maurizio Landini, chiarisce che “il governo non ha fatto niente, avevamo chiesto alla fine della scorsa settimana una convocazione delle parti al Ministero dello Sviluppo economico, ma non e’ stata detta una parola, agendo scientemente per arrivare all’accordo separato, che prevede più esuberi rispetto al precedente piano e c’è una riduzione secca di occupazione mascherata”. Le trattative, per altro, si sono concluse senza la rappresentativa dei lavoratori iscritti alla CGIL. Il bilancio dell’incontro parla di 1243 esuberi e nessun impegno concreto per gli stabilimenti di Sestri e Castellamare.