Il 5 agosto del 1914, a Cleveland, nasceva il primo semaforo che, dunque, da un paio di giorni, è entrato nel club dei centenari. Il compleanno, più precisamente, è da festeggiare a un incrocio (naturalmente), tra la East 105th Street e la Euclid Avenue. L’invenzione si deve a un vigile frustrato che due anni prima aveva concepito un segnale di emergenza. Quel 5 agosto 1914, l’American Traffic Signal Company dava il la a una vera e propria rivoluzione.

Era il primo semaforo elettrico al mondo a entrare in funzione. Il design era grosso modo uguale a quello di oggi. E si trattava appunto di una copia rubata a un agente del traffico. Lester Wire, infatti, nel 1912, aveva installato al suo incrocio un congegno simile, esasperato dall’aumento del traffico. In un primo momento quella “casetta degli uccelli illuminata” passò inosservata. Ma come tutte le invenzioni, poco alla volta è diventata fondamentale.

A dire il vero, per controllare il traffico, erano già stati fatti esperimenti nelle grandi città decenni prima. Più che macchine, c’erano carrozze. Tante. Ci provò Londra, alla fine del 1868. Un tentativo fatto all’incrocio tra George Street e Bridge Street, vicino al Parlamento. Durò tre settimane. Le due lampade a gas, una rossa e una verde, scoppiarono, ferendo il vigile che le stava azionando.

Il primo semaforo americano aveva solo due luci: una rossa e una verde. Il giallo sarebbe stato brevettato nel 1922 dall’afro-americano Garrett Morgan, che si occupava di sistemi di sicurezza. In Italia, è stata Milano la prima città ad avere un semaforo, nel 1925, all’incrocio tra piazza Duomo, via Orefici e via Torino. E oltre alle luci, era stato inventato un altro metodo per avvisare gli automobilisti, una sorta di scampanellio, come quelli utilizzati nei passaggi a livello. All’epoca, infatti, si pensava che gli automobilisti più sconsiderati non si sarebbero fermati solo per una luce.